Poste Italiane 140108190124
AZIENDE 17 Ottobre Ott 2014 1400 17 ottobre 2014

Poste italiane, l'allarme Cisl: rischio 20 mila esuberi

Per il sindacato sono i numeri dal piano dell'amministratore delegato Caio.

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La sede di Poste italiane.

Poste Italiane rischia 20 mila esuberi. L'allarme è stato lanciato dal Mario Petitto, segretario della Cisl Slp, secondo il quale «le voci, quelle vere» sul piano industriale che l'amministratore delegato Francesco Caio sta preparando, indicano «17-20 mila esuberi», su un organico di circa 143 mila persone. La Cisl rappresenta il 52% dei dipendenti del gruppo.
Petitto ha parlato del numero degli esuberi rivolgendosi al segretario generale della Cisl, Anna Maria Furlan e chiedendo il suo aiuto per le prossime battaglie. Riguardo alla privatizzazione dell'azienda, Petitto ha sottolineato come nel progetto che sembra delinearsi sia «stata cancellata da questo governo, dal Tesoro la quotazione come ragionata col governo Letta, con l'azionariato ai dipendenti, etc... Siamo tornati a dire che dobbiamo vendere un pezzo di Poste per fare cassa».
IL PIANO DEL GOVERNO: VENDITA DI UNA QUOTA MASSIMA DEL 40%. Il piano del governo prevede in realtà «l'alienazione di una quota della partecipazione non superiore al 40%, disponendo che tale cessione - che potrà essere effettuata anche in più fasi - si realizzi attraverso un'offerta pubblica di vendita rivolta al pubblico dei risparmiatori in Italia, inclusi i dipendenti del gruppo Poste Italiane, e/o a investitori istituzionali italiani e internazionali».
INCENTIVATA LA SOTTOSCRIZIONE DI AZIONI PER I DIPENDENTI. Inoltre, per stimolare la sottoscrizione delle azioni da parte degli stessi dipendenti, il decreto prevede una loro incentivazione. In sostanza, hanno diritto a «quote dell'offerta riservata (tranche dell'offerta riservata e lotti minimi garantiti)», oppure vantaggi in termini di prezzo («ad esempio - recita il comunicato - come in precedenti operazioni di privatizzazione, bonus share maggiorata rispetto al pubblico indistinto») o ancora di privilegiate modalità di finanziamento. L'operazione, però, prevista inizialmente per fine anno è destinata a slittare al 2015.

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