Economia 18 Ottobre Ott 2014 1000 18 ottobre 2014

Faccio i soldi con un dominio

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Jon Schultz ha appena registrato ebola.com ma è abituato a fare affari con i domini delle malattie più pericolose. Fare soldi con un sito internet che non contiene assolutamente nulla, solo in virtù del suo dominio. È possibile, e lo sa bene Jon Schultz, un uomo d’affari che possiede la Blue String Ventures con base a Las Vegas, guarda ai domini con gli occhi di uno scommettitore. Da anni compra domini sulle malattie più pericolose per poi rivenderli a prezzi stellari. Schultz possiede birdflu.com (l’aviaria), H1n1.com (la suina), ha un sito per la malattia mortale che si prende dalle zanzare, Chikungunya, e un altro per la febbre emorragica Marburg. E soprattutto ha ebola.com, acquistato nel 2008 per poco più di 10mila euro e ora in vendita a 150mila dollari, circa 120mila euro. Troppo? Non secondo lui. «È un prezzo ragionevole, ho molta esperienza in questo campo. Riceviamo ogni giorno richieste di vendita, la nostra pagina è visitata 5.000 volte al giorno solo dalle persone che digitano ebola.com per vedere cosa c’è», ha raccontato al Washington Post. «Il nodo del business dei domini Non è quanto vale oggi, è quanto varrà domani», ha spiegato «il nostro dominio, birdflu.com, varrà molto più di ebola.com. Lo stiamo curando per quel momento. Quel virus è trasmissibile per via aerea, mentre ebola non potrà diffondersi negli Stati Uniti allo stesso modo». Un’imprenditoria simile a un azzardo, ancor di più delle azioni in Borsa, insomma: tutto sta nell’intuire le potenzialità di un nome. Capire quando comprare e quando vendere, soprattutto. per esempio, ora è il momento secondo Schultz di monetizzare ebola.com, prima che «si arrivi a una svolta, a una cura che migliori la situazione, facendo calare l'attenzione mediatica e, di conseguenza, il valore del dominio». L'ITALIA NEL 2000 AVEVA CANCELLATO CON UNA LEGGE IL MERCATO Non è solo Schultz a fare soldi con i siti internet. Ma bisogna sapersi muovere, per non cadere in trappole anche legali. Come è accaduto all’inizio degli anni Duemila l’editore Nicola Grauso che acquistò la bellezza di 500mila domini sia sul suffisso .it che su .com e .org, pagando 60 miliardi di lire: molti erano nomi di personaggi pubblici, della scena dello spettacolo ma anche politica, tra cui quello di Stefano Passigli (stefanopassigli.it), all'epoca sottosegretario all’Innovazione, che si fece promotore di una legge contro il cybersquatting. Grauso fu costretto a vendere praticamente a prezzo di costo i domini .it, costretto dalla legge, e a prezzo di realizzo anche i .com e gli org. INSURANCE.COM VENDUTO PER 35,6 MLN, I DIECI DOMINI PIU’ PAGATI Ma è un fatto che il mercato dei domini esiste. e si può diventare milionari. Resta che con i siti internet si può diventare milionari. Basta avere il nome giusto: più sarà richiesto dal mercato, più varrà. Fino a quanto? Per stabilire un ordine di grandezza basta guardara alla classifica dei dieci domini più pagati di sempre. Al primo posto c'è il sito insurance.com, venduto per 35,6 milioni di dollari nel 2010. Poi ci sono i casi di Vacationrentals.com che nel 2007 fruttò 35 milioni A Brian Sharples, fondatore di HomeAway, che voleva  impedire ad Expedia di ottenerlo; privatejet.com che nel 2012 è stato ceduto per 30,1 milioni. Fuori dal podio il dominio internet.com, venduto per 18 milioni nel 2009, mentre insure.com è stato aggiudicato nel 2009 a 16 milioni di dollari. Non ha il record, invece, sex.com che è stato pagato 14 milioni nel novembre 2010, mentre a hotels.com è stato dato il valore di 11 milioni nel 2001.  Completano la top ten fund.com che è stato pagato 9.99 milioni di sterline nel 2008, porn.com nel 2007 9.5 milioni di dollari, e fb.com è stato comprato da Facebook nel novembre 2010 per 8,5 milioni di dollari. COME COMPRARE E VENDERE UN SITO: GLI INDIRIZZI GIUSTI Il business è fiorente. Per aggiudicarsi un nome internet ambito ci sono vere e proprie aste cui partecipare e intermediari che curano la compravendita. Ultimamente è stata bandita dall’ICANN, associazione non profit che si occupa di regolamentare e gestire l’uso dei domini web a livello globale, un’asta per la vendita ad aziende private alcuni trai nuovi domini più celebri e richiesti del web: .buy, .tech, .vip e 信息 (“Info” in cinese mandarino). I siti più famosi su cui cercare domini in vendita sono Afternic, Sedo, Snapnames, GoDaddy.com, eBay, Namejet, Flippa e Domainlore, mentre Nidoma.com, è molto attivo sui domini .it. Lì si può cercare il sito che si aveva in mente oppure visualizzare quanti sono in quel momento all’asta. FreshDrop.com serve, invece, per capire quali nomi stanno per liberarsi e diventare nuovamente disponibili per la registrazione: strumenti come NameBio.com o DNSalePrice.com sono utili a quel punto per avere informazioni sulle vendite storiche e sul valore di  un dominio. Una volta individuato l’obiettivo, si può fare un’offerta all’asta o in alcuni casi trattare direttamente col venditore: per sapere chi è basta usare Whois. Se si vuole monetizzare un dominio, basta scegliere uno dei siti di aste, gli stessi utilizzati per acquistare, stabilire il prezzo attraverso un apposito strumento di valutazione e fornire informazioni come età, data di scadenza, capacità di traffico generato, eventuali guadagni. Per facilitare la transazione, esiste Escrow.com che assicura di proteggere il venditore e l’acquirente. A operazione conclusa, si trasferisce la proprietà a chi ha offerto il prezzo migliore.

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