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AZIENDE 20 Ottobre Ott 2014 0900 20 ottobre 2014

Televisione, Sky sfida Mediaset per il 'chiaro'

Progetto del colosso di Murdoch: offrire altri canali gratuiti sul digitale. Il Cav chiede aiuto a Renzi.

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Il quartier generale di Sky.

È sfida Sky-Mediaset per la televisione in chiaro.
Dopo anni di convivenza pacifica tra i due colossi, ora la tregua sembra vicina alla fine. E dal 2015 la pax televisiva - in cui rientra anche la Rai - è destinata a finire a causa del trasferimento dell'azienda di Rupert Murdoch in chiaro, da sempre nelle mani del Biscione.
NUOVI CANALI SUL DIGITALE. Da quanto ha scritto il quotidiano La Repubblica, infatti, il magnate australiano sta valutando la trasformazione completa di Sky Italia: in pratica parte dei suoi canali diventerebbero gratuiti e, come già avviene per Cielo, finirebbero sul digitale terrestre.
GUERRA CON MEDIASET. Insomma, si tratta di una vera e propria sfida a Silvio Berlusconi, visto che Sky e Mediaset si ritroverebbero a competere sullo stesso terreno, contendendosi spazi, audience e soprattutto quote pubblicitarie.
Inoltre, la guerra tra i due colossi finirebbe per coinvolgere anche la Rai (per ora le mosse di Murdoch sono teoriche, si parla solo di ipotesi e non c'è ancora una scelta compiuta).
NUOVI COMPETITOR. Tuttavia, era solo questione di tempo perché Sky e Mediaset arrivassero ad affrontarsi: tutte le aziende televisive sono in competizione e alla ricerca di nuovi orizzonti (il Biscione nel 2013 ha registrato una contrazione di 230 milioni rispetto al 2012 e i dati per il 2014 non sono migliori; mentre la pay tivù ha perso circa 200 mila abbonati negli ultimi due anni e c'è un rosso di 8 milioni di euro). Inoltre c'è da affrontare la sfida lanciata da Netflix, la società Usa che offre film con canone contenuto e che sta rivoluzionando il mercato delle televisioni.
IL CAV FA APPELLO A RENZI. Chi ne soffre di più in questa battaglia è certamente Berlusconi, già alle prese con le difficoltà di Forza Italia.
L'ex Cavaliere ha quindi intenzione di «rimanere attaccato al governo di Matteo Renzi». Non che voglia ottenere un vantaggio dal premier, ma che almeno «Palazzo Chigi non faccia leggi» contro il suo gruppo. Insomma, Berlusconi spera che il leader del Partito democratico resti imparziale.
Che la battaglia delle televisioni abbia inizio.

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