Economia 21 Ottobre Ott 2014 0944 21 ottobre 2014

Apple: cosa c'è dietro i conti record

  • ...

Tim Cook, ceo di Apple Un anno fa, di questi tempi, i titoli dei giornali parlavano di un rallentamento della formidabile crescita di Apple e spiegavano come le rivali, Samsung in testa, si preparassero ad approfittare delle difficoltà della società americana. Un anno dopo il colosso di Cupertino è di nuovo una macchina da vendite e utili: alla luce dei risultati del quarto trimestre fiscale, quello finito a settembre, i motivi per pensare che la corsa non sia prossima a fermarsi sono molti. I profitti sono saliti del 13% e Tim Cook, la persona che ha raccolto ormai da tempo il testimone passato da Steve Jobs e che finora ha smentito gli scettici con risultati di tutto rispetto, ha preannunciato una stagione natalizia a passo di carica con vendite record. L'utile netto nel terzo trimestre è stato di 8,5 miliardi di dollari, o 1,42 dollari per azione, in aumento rispetto ai 7,5 miliardi di dollari dello stesso periodo del 2013. I ricavi sono saliti a 42,1 miliardi di dollari contro i 37,5 miliardi di dollari del 2013. I dati sono superiori alle attese degli analisti. Un annuncio che si ripete invariabilmente succede ogni anno dal 2011, quando Cook è diventato amministratore delegato. Ecco cosa bisogna sapere dei risultati di Apple. LA SCOMMESSA: PUNTARE TUTTO SUL FINALE DELL’ANNO Il fatto che Cook scommetta molto sugli ultimi tre mesi dell’anno, appunto quelli che includono le vendite natalizie, per mettere in cassaforte la performance di Apple è cosa risaputa. Si tratta di una strategia precisa, iniziata con il lancio degli iPhone 4S e degli iPad mini nel 2011 e nel 2012: la presentazione, solitamente prevista in primavera, era stata spostata all’autunno. «Non è una coincidenza. Hanno spostato la presentazione dei nuovi prodotti alla seconda metà dell’anno», ha detto Rhoda Alexander, analista di Ihs commentando il fatto che Apple, per i tre mesi in corso, prevede un fatturato tra i 63,5 e i 66,5 miliardi di dollari, più dei 63,5 miliardi attesi dagli analisti e meglio dei 57,6 miliardi dello stesso periodo del 2013. E la strategia paga: nei tre mesi appena conclusi Apple ha messo a segno profitti per 8,47 miliardi di dollari, con un fatturato aumentato del 12% a 42,12 miliardi (+19% in Europa, +17% in Nord e Sud America, -3% in Asia). I margini lordi sono arrivati al 38%, contro stime per un 37-38%. IPHONE MOTORE DELLA CRESCITA, COOK RINGRAZIA A lanciare la volata di Apple sono state le vendite dei nuovi iPhone 6 e iPhone 6 Plus, presentati il 9 settembre e messi sul mercato a partire da dieci giorni più tardi, prima negli Stati Uniti e in alcuni altri Paesi poi anche nel resto del mondo. Era stato subito un trionfo, visto che solo nel primo weekend era stata infranta la soglia dei 10 milioni di smartphone comprati. In totale, nei tre mesi a settembre sono stati comprati 39,27 milioni di iPhone, il 16% in più rispetto allo stesso periodo del 2013 e meglio dei 37,8 milioni previsti dagli analisti. Cook fa il falso modesto e spiega come l’accoglienza riservata ai nuovi modelli lo abbia colto in parte di sorpresa: «Sapevamo che sarebbe andata bene, ma stanno vendendo meglio di quanto avremmo potuto immaginare. È chiaro che si tratta di una cosa grossa», ha detto. IPAD A PASSO PIÙ LENTO, IPOD NON CE LA FA La buona performance degli iPhone ha bilanciato quella più appannata degli iPad: ne sono stati comprati 12,3 milioni nel trimestre, in calo dai 13,1 milioni dell’anno scorso, complice proprio la buona fortuna degli smartphone di più grandi dimensioni. Bisognerà ora vedere se il nuovo iPad Air 2, versione più leggera e sottile del tablet firmato Cupertino e lanciato a metà ottobre, riuscirà a invertire la tendenza.Chi sembra ormai superato e non in grado di recuperare terreno in fatto di vendite è iPod, il lettore musicale: ne sono stati comprati 2,6 milioni, un ribasso del 24%. Tengono, anzi migliorano, gli acquisti dei computer Mac (5,5 milioni, +24%). IL FUTURO PASSA DALLA CINA E DA APPLE PAY Guidance e risultati sono dunque positivi, ma la domanda è se Apple riuscirà a fare sempre meglio. «Conti e previsioni sono molto solidi. La cosa che ci dobbiamo chiedere è come il già buono diventa ancora migliore», ha detto Alex Gauna, analista di JPM Securities in una nota. Per Cook la risposta è duplice, bisogna scommettere sulla Cina e su Apple Pay. Nel Paese della Muraglia gli iPhone hanno debuttato il 17 ottobre, in ritardo rispetto al resto del mondo a causa di una serie di ostacoli da superare. “La domanda in Cina è molto molto buona, oltre tutte le stime”, ha detto il direttore finanziario Luca Maestri, spiegando che solo le prevendite erano arrivate a 20 milioni. E poi c’è Apple Pay, il sistema per pagare tramite iPhone e iPad presentato a settembre e attivo in oltre 220.000 negozi negli Stati Uniti dal 20 ottobre. L’arrivo della tecnologia di Cupertino cambierà l’esperienza dei consumatori, per ora solo quelli americani, alle casse di ristoranti, negozi e grandi catene come Whole Foods, McDonald's e Chevron. SPESI 20 MILIARDI PER BUYBACK E DIVIDENDI Nel frattempo Apple si gode il buon momento. «Ho molta fiducia nel fatto che l’offerta sarà davvero grandiosa e questo è il motivo che sta dietro le guidance ottimistiche che abbiamo dato. È insolito vedere un miglioramento deciso su base annuale in ogni Paese dove siamo presenti, ma questo è ciò che prevediamo», ha detto Cook. L’euforia per i risultati ha convinto il numero uno della società a premiare anche gli investitori: nel trimestre Apple ha speso 20 miliardi di dollari tra dividendi e riacquisto di titoli propri (rispettivamente circa 3 e 17 miliardi), accontentando chi, come l’attivista Carl Icahn, chiedeva che Cupertino di essere più generosa con gli azionisti. A inizio ottobre Icahn aveva scritto una lettera aperta a Tim Cook, chiedendo nuovi buyback per sostenere il titolo, a suo avviso sottovalutato (vale attorno ai 100 dollari, per Icahn dovrebbe salire almeno al doppio).

Correlati

Potresti esserti perso