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TAGLI AGLI SPRECHI 21 Ottobre Ott 2014 1320 21 ottobre 2014

Legge di Stabilità, Fassino a Renzi: «I Comuni non sono parassiti»

Il presidente dell'Anci: «A loro imputabile solo il 2,5% del debito pubblico».

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Piero Fassino.

Il sindaco di Torino e presidente dell'Anci, Piero Fassino, torna a difendere l'operato dei Comuni dalle forbici di Renzi.
«Continuare a far credere che i Comuni sono centri di spesa inefficienti e parassitari è un'operazione disonesta», ha detto Fassino al termine della riunione del direttivo sulla legge di Stabilità.
«AI COMUNI IMPUTABILE IL 2,5% DEL DEBITO PUBBLICO». «Le cifre», ha proseguito, dicono che fatto 100 di tutto il debito pubblico del Paese, quello imputabile ai Comuni è il 2,5%, e che fatto 100 di tutta la spesa pubblica, quella imputabile ai Comuni è il 7,6%. Questi dati sono dell'Istat, non sono nostri. Quindi il problema non siamo noi».
«Quando spendiamo», ha aggiunto il sindaco di Torino, «lo facciamo per asili nido, assistenza domiciliare agli anziani, trasporto pubblico, tutela ambientale, promozione culturale, sostegno alle fasce di fragilità. E quando investiamo, non giochiamo i soldi nei casinò, ma in infrastrutture e in interventi di modernizzazione delle città».
«Apprezziamo questa legge di stabilità, che punta a sbloccare il Paese, a ridurre il cuneo fiscale, a rilanciare il lavoro ma questi obiettivi devono essere perseguiti tenendo conto delle esigenze dei Comuni», ha proseguito. «Il carico è troppo oneroso per noi». «Noi siamo convinti che tutti devono fare la loro parte, ma dobbiamo essere messi nelle condizioni di farlo».
«NO A PRELIEVI FISCALI AGGIUNTIVI». «Non vorremmo tagliare i servizi e ricorrere ad un prelievo fiscale aggiuntivo», ha concluso Fassino, «siamo pronti a discutere con il governo tutte le misure, purché non ci siano tagli ai servizi per i cittadini e l'obbligo di ricorrere a prelievi fiscali aggiuntivi».

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