Economia 21 Ottobre Ott 2014 1016 21 ottobre 2014

Luxottica, trovato il secondo manager

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Leonardo Del Vecchio Il lavoro del fondatore Leonardo Del Vecchio e dei cacciatori di teste di Egon Zehnder ha dato i suoi frutti: il secondo amministratore delegato di Luxottica da affiancare a Massimo Vian è stato trovato, con la Borsa che rimane comunque cauta, in attesa di valutare gli sviluppi sul riassetto al vertice del più grande gruppo dell'occhialeria mondiale. IL NOME DEL MANAGER ENTRO IL 29 OTTOBRE. Il nome del manager verrà comunicato prima ai competenti comitati interni, poi probabilmente e informalmente ai componenti del Cda, subito dopo al mercato. La tempistica non è chiara ma non si dovrà attendere la riunione del board del 29 ottobre. La Consob, da parte sua, è attenta al dossier, ma non può e non vuole occuparsi del processo di selezione del management, che a questo punto è quasi completato. Manca la casella cruciale del direttore finanziario, che è tra l'altro il nodo finale che ha portato alle dimissioni dell'uscente Enrico Cavatorta. Ma il più sembra fatto. Secondo quanto si apprende, l'uscita del manager storico del gruppo, che comunque ha accettato di firmare la prossima trimestrale dando del tempo prezioso a Del Vecchio per trovare la soluzione, è avvenuta al termine di diverse situazioni mal digerite, a partire dalla presenza come 'superconsulente' di Francesco Milleri e al rifiuto della proposta di far crescere da subito un 'interno' come direttore finanziario. BOCCIATA LA PROPOSTA DI ABRAVANEL. Anche la proposta del consigliere di amministrazione dimessosi dal board di Luxottica, Roger Abravanel, di avere un solo amministratore delegato alla guida del gruppo appare del tutto tramontata: Del Vecchio, che al momento ha le deleghe operative, ha dovuto accelerare i tempi ma ha tenuto duro. LA BORSA RESTA CAUTA. La Borsa non apprezza ancora la situazione e nella prima giornata della settimana non ha proseguito il rimbalzo tentato giovedì: il titolo ha chiuso in calo dello 0,75% a 36,92 euro, in linea col listino. Gli analisti sono cauti ma sostanzialmente positivi: il Cda di fine mese che insedierà il nuovo gruppo dirigente era già convocato per l'approvazione della trimestrale, che secondo le stime sarà importante (con un utile in crescita probabilmente a due cifre, anche grazie al dollaro forte). Bloomberg indica 6 giudizi buy, 14 hold e 4 sell da parte delle banche d'affari che 'coprono' il titolo, con un prezzo obiettivo medio di 42,5 euro, cioè il 15% in più dell'attuale quotazione. Ancora migliore il consensus citato dal Financial Times (9 giudizi buy), con una previsione media di dividendo di 0,74 euro quest'anno contro lo 0,65 precedente.

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