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NOVITÀ 21 Ottobre Ott 2014 1435 21 ottobre 2014

Pensioni, il pagamento slitta al 10 del mese

Il provvedimento all'interno della manovra: via nel 2015. Sindacati furiosi.

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Pensionati in un ufficio Inps.

È destinato a slittare dal primo al giorno 10 di ogni mese il pagamento delle pensioni. La norma contestata dai sindacati dei pensionati (che l'hanno giudicata «inaccettabile», «un vero e proprio accanimento nei confronti degli anziani») sarebbe prevista dal disegno di legge di Stabilità ed era già inserita nelle bozze circolate nei giorni scorsi.
A PARTIRE DA GENNAIO 2015. Scatterebbe dal primo gennaio 2015, con l'obiettivo di «razionalizzare e uniformare le procedure e i tempi di pagamento delle prestazioni previdenziali corrisposte dall'Inps». La norma prevede che «i trattamenti pensionistici, gli assegni, le pensioni e le indennità di accompagnamento erogate dagli invalidi civili, nonchè le rendite vitalizie dell'istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro siano poste in pagamento il giorno 10 di ciascun mese». Il pagamento slitta al giorno successivo se il 10 del mese è «festivo o non bancabile».
PAGAMENTO D'IMPEGNI FISSI. Il nodo che è emerso, secondo chi contesta la norma, è che spesso la pensione serve per pagare impegni «fissi», come l'affitto (che scade solitamente il 5 di ciascun mese), il mutuo o eventuali pagamenti di prestiti. La legge di Stabilità, inoltre, prevede che l'Inps debba fare «un unico pagamento ove non esistano cause ostative nei confronti dei beneficiari di più trattamenti». Lo stesso articolo prevede anche una stretta delle norme nel caso di pagamento della pensione a un defunto con l'obiettivo di evitare possibili frodi. La norma, quindi, richiede che sia previsto l'invio telematico all'Inps del certificato di decesso da parte del medico che accerta la morte e l'obbligo di restituzione da parte della banca degli eventuali importi già accreditati.
MOBILITAZIONE IL 5 NOVEMBRE. Anche se fonti Inps hanno riferito che l'Istituto sarebbe pronto ad attuare la misura con gradualità, sindacati e associazioni dei consumatori sono già sul piede di guerra: la manovra, sottolineano, non solo non prevede alcun sostegno per i pensionati come ad esempio l'estensione del bonus di 80 euro, ma li penalizza con il rinvio del pagamento dell'assegno e i tagli alle Regioni che si tradurranno in una riduzione dei servizi assistenziali e in tagli alla sanità. Per il 5 novembre è stata fissata una giornata di mobilitazione dei pensionati con iniziative a Roma, Milano e Palermo per chiedere al governo politiche di sostegno agli anziani alle quali si aggiungerà la richiesta di modificare questa parte della manovra.
FURLAN: «ENNESIMA BEFFA». «È davvero incomprensibile - dice il numero uno della Cisl, Annamaria Furlan - questa decisione estemporanea del governo di spostare al 10 di ogni mese il pagamento delle pensioni, senza nemmeno considerare gli effetti negativi che una scelta del genere può comportare per milioni di pensionati. Si tratta dell'ennesima beffa per i pensionati, già molto penalizzati».

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