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NORME 21 Ottobre Ott 2014 0843 21 ottobre 2014

Sblocca Italia, Iva al 4% per le ristrutturazioni

In aggiunta allo sconto Irpef del 50%. Ma arriva un salasso per gli immobili nuovi.

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Immobili in vendita alla periferia di Roma.

Il governo punta sulla ristrutturazione degli immobili, penalizzando la costruzione di nuove case e palazzi. Il dettaglio è emerso dal decreto Sblocca Italia, approvato dalla commissione Ambiente alla Camera.
Come riportato dal Corriere della Sera, l'Iva è stata tagliata, e portata dal 10% al 4% per chi decide di ristrutturare un immobile, o di migliorarne le prestazioni energetiche. Una norma che si aggiunge alla già esistente riduzione dell'Irpef del 50% sulle ristrutturazioni e a quella Ires e Irpef del 65% per i lavori di miglioramento dell'efficienza energetica.
IVA AL 10% PER GLI IMMOBILI NUOVI. La copertura per questo sconto arriverà dall'aumento dell'Iva per l'acquisto di immobili nuovi direttamente dalle aziende. In questo caso l'imposta passa dal 4% al 10%
Il quotidiano di via Solferino ha citato il Servizio Studi della Camera, secondo cui l'aliquota del 4% è stata «adottata con una deroga specifica al momento della emanazione della prima direttiva Iva per una tabella predefinita di beni e servizi, e pertanto non è modificabile: la normativa europea consente agli Stati membri di adottare due aliquote ridotte rispetto all’aliquota ordinaria, comunque non inferiori al 5%. Lo Stato italiano ha adottato una sola aliquota ridotta, al 10%. Occorrerebbe pertanto valutare la compatibilità comunitaria dell’aliquota introdotta dalla norma».
DUBBI SULLE CONCESSIONI AUTOSTRADALI. E sulla norma che modifica le concessioni autostradali sulla base di nuovi piano economico-finanziari, l'Europa ha aperto una procedura di infrazione. Il nodo sarebbe nella creazione di «significative modifiche ai contratti di concessione esistenti riguardanti, in particolare, lavori nell’ambito del rapporto concessorio e livello delle tariffe».
Secondo l'Ue, queste modifiche potrebbero «consistere in proroghe significative della durata di concessioni esistenti», in violazione delle direttive Ue sugli appalti pubblici».»

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