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CASINÒ 22 Ottobre Ott 2014 1313 22 ottobre 2014

Gioco d'azzardo, Ue boccia la legge sulle vincite all'estero

No della Corte di giustizia alla tassazione per chi gioca fuori dall'Italia.

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La Corte di giustizia Ue ha respinto la legge sulla tassazione di vincite da gioco d'azzardo all'estero.

L'Unione europea ha respinto la legge italiana sulla tassazione delle vincite da gioco d'azzardo ottenute negli altri Paesi europei. Secondo la Corte di giustizia, infatti, il provvedimento «restringe la libera circolazione dei servizi» nel mercato unico europeo, per il fatto che le stesse vincite non sono tassate in Italia. Il caso era arrivato alla Cdg dopo che l'agenzia delle entrate italiana aveva contestato a due cittadini, Cristiano Blanco e Pier Paolo Fabretti, l’omessa dichiarazione di varie vincite ottenute in case da gioco all’estero. I due giocatori si erano difesi sostenendo «gli avvisi di accertamento emessi nei loro confronti violano il principio di non discriminazione, dato che le vincite realizzate in Italia sono esenti da imposta».
«PROVVEDIMENTO DISCRIMINATORIO». Per l'istituzione con sede a Lussemburgo, il fisco italiano ha un carattere discriminatorio nei confronti delle vincite nei casinò esteri, dal momento che i guadagni da giochi d'azzardo realizzati in Italia sono esonerati dall'imposta sul reddito. «Questo rileva che una siffatta diversità di trattamento», ha scritto la Corte, «dissuade i giocatori dallo spostarsi e dal giocare a giochi d'azzardo in altri Stati membri. Il fatto che i prestatori di giochi stabiliti in Italia siano assoggettati all'imposta sugli intrattenimenti non toglie alla normativa italiana il suo carattere manifestamente discriminatorio, in quanto tale imposta non è analoga all'imposta sul reddito», si legge nella nota.
«NON AIUTA LA LOTTA ALLA LUDOPATIA». La Corte ha ricordato che una simile restrizione discriminatoria può essere concessa solo quando persegue obiettivi attinenti all'ordine pubblico, alla pubblica sanità o sicurezza. Non sarebbe questo il caso: secondo i magistrati tale restrizione non è giustificata dalla lotta contro il riciclaggio di capitali e la ludopatia. Inoltre, è rilevato che le autorità di uno Stato membro non possono presumere, in modo generale e senza distinzioni, che gli organismi e gli enti stabiliti in un altro Stato membro si dedichino ad attività criminali. In quanto alla lotta contro la ludopatia, non sarebbe coerente, in questo senso, la tassazione delle vincite all'estero e non di quelle realizzate in Italia.

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