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SCENARIO 22 Ottobre Ott 2014 1349 22 ottobre 2014

Sindacati, Cgil isolata contro Renzi

Il sindacato rosso diviso. Lo Spi di Cantone dialoga con Renzi. E la Fiom canta vittoria.

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Susanna Camusso, segretario della Cgil.

Ognuno per sé e Dio per tutti, si potrebbe dire, parafrasando il noto detto popolare. Tra i tanti «miracoli» riusciti a Matteo Renzi c’è pure quello di essere riuscito a scompaginare il fronte sindacale. In attesa della manifestazione del 25 ottobre, che vedrà in piazza la sola Cgil.
VERSO LO SCIOPERO GENERALE. Tutto è pronto, in corso d’Italia. Il corteo indetto contro la riforma del governo dell’articolo 18, si tramuterà in una «lunga marcia» contro governo e Finanziaria. Sbocco finale, un grande sciopero generale fissato per novembre.
Secondo la Cgil, stando alle stime di Techné, saranno in piazza San Giovanni 1 milione di persone, con un consenso, per le posizioni della leader, Susanna Camusso, alto o altissimo (70% che sfiora il 79 tra gli iscritti Cgil).
IL BATTAGE SUI SOCIAL. Forte pure la presenza e l’uso dei nuovi media, dai social network (hastag ufficiali: #tutoglioincludo, che sa tanto di scioglilingua, ma vabbé, e #25ott) a siti web, radio e tivù. Ciliegina sulla torta, per scaldare gli animi, il cinegiornale, prodotto dalla Vertigo con la voce di Paolo Hendel, stile Istitito Luce che irride il premier (guarda il video).

La linea soft dello Spi di Cantone

Carla Cantone, segretario generale della Spi-Cgil.

Ma non tutto il sindacato rosso è granitico, nella guerra a Matteo Renzi.
Carla Cantone, leader incontrastata dello Spi-Cgil (i pensionati), è una che, in tivù, gode di alte performance di simpatia e consenso. Si mobilitò per Gianni Cuperlo, quando questi sfidò Renzi, ma oggi è la sola cigiellina di peso che parla col premier (via sms, ovviamente). Magari gli contesta misure e scelte, dall’esclusione del bonus degli 80 euro per i pensionati all’art. 18, ma i due si stanno «simpatici».
«NON SIAMO IL BRACCIO ARMATO DI NESSUNO». Non a caso, anche in vista del 25 ottobre, la linea Spi è soft. «Saremo in piazza con lo slogan e le parole dei nostri ‘nonni’ preoccupati perché non c’è lavoro per figli e nipoti», spiegano dallo Spi, «non siamo il braccio armato di nessuno né facciamo opposizioni pregiudiziali. Tantomeno al governo Renzi. Se c’è da dialogare, dialoghiamo. Ma lo Spi non è la Fiom». Anche se la decisione di permettere ai pensionati riscuotere l'assegno solo il 10 del mese e non più in tre date è andata di traverso alla segretaria.
LA VITTORIA DELLA FIOM. Ecco, la Fiom. Le tute blu, spina dorsale di ogni lotta e protesta che si rispetti, ha, per ora, vinto la sua partita. «È Camusso che ha abbracciato la linea di Landini, e non viceversa», gongolano in casa Fiom. Il che, considerando anni di scontri senza quartiere tra i due, è vero.
Maurizio Landini, pur lusingato dalle richieste di Sel e di pezzi della minoranza Pd (leggi Pippo Civati) che gli chiedono con urgenza di scendere in campo e lanciarsi in politica alla guida di una neo Cosa Rossa, non ci pensa proprio, per ora. Se poi domani si votasse, chissà.
PD, INTERLOCUTORE DEBOLE. Certo è che la Cgil oggi ha un unico interlocutore dentro il Pd: la sua (debole) minoranza. Non esattamente una sicurezza, visto che Guglielmo Epifani e Gianni Cuperlo hanno votato sì all'articolo 18, salvo poi appoggiare la manifestazione di Camusso.

La Cisl pronta a «discutere» non a «concertare»

Annamaria Furlan.

La nuova Cisl di Anna Maria Furlan è più pragmatica e veloce del solito. Furlan e Renzi si sono appena intravisti all’ultima (e unica) convocazione nella Sala verde, ma di certo i rapporti con il premier non saranno difficili come furono con Raffaele Bonanni, almeno alla fine del mandato.
ATTESA PER IL 23 OTTOBRE. La Cisl ha appena organizzato il Jobs Day in tutte le piazza italiane (ma la Lombardia lo farà giovedì 23 ottobre) e, ovvio, si guarda bene dallo scendere in piazza al fianco della Cgil. Tutto però senza ostilità e sbotti bonanneschi. Anzi. «Paradossalmente», dicono da via Po, «solo se la piazza della Cgil andrà bene si potrà riaprire una vera interlocuzione con Renzi. Attendiamo l'incontro del 23 ottobre, quando dovremmo discutere della legge di Stabilità».
La Cisl non vede l’ora di tornare a sedersi al tavolo ma non per concertare («parola ormai logora», dicono persino i cislini) ma per «discutere».
FRIZIONE SULLE PENSIONI. Gli 80 euro, per dire, vanno bene alla Cisl, come pure il taglio dell’Irap e la decontribuzione per i neoassunti. Indigesti invece lo slittamento della riscossione delle pensioni (come per Cantone) e il taglio-salasso ai patronati che è di ben 300 milioni. Morale: Furlan dialoga con tutti, da Renzi alla stessa Camusso.

Uil, con l'era Barbagallo torna l'opposizione dura e pura

In casa Uil, il prossimo 10 novembre, al XV congresso nazionale, Luigi Angeletti cederà il passo, dopo 12 anni di incontrastata guida, al suo braccio destro organizzativo, Carmelo Barbagallo.
Palermitano, una vita nella Uil, una candidatura (sfortunata) al parlamento europeo per i Ds, Barbagallo si definisce «un metalmeccanico in servizio permanente» e «un uomo di sinistra». Tosto e caparbio, ma anziano (67 anni, due più di Angeletti), sembra voler riportare la Uil ai fasti dell’opposizione dura e pura.
LA FRECCIATA CON RENZI. Renzi, a palazzo Chigi, lo apostrofò e zittì con un poco gentile «Lei chi è? Si faccia rappresentare dal suo leader» (Angeletti, ndr). E Barbagallo gliel’ha giurata: «Caro Renzi, sentirà parlare di me».
Per ora, la Uil è isolata sia dalla Cgil (Angeletti ha detto «non capisco perché sciopera») sia dalla Cisl della pragmatica Furlan, ma punta a riacquistare combattività e peso andando contro Renzi.

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