Economia 23 Ottobre Ott 2014 1640 23 ottobre 2014

Bankitalia: Pil ancora in calo in III° trimestre

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Banca d'Italia Banca d'Italia evidenzia un Pil ancora in calo nel terzo trimestre e incertezza sugli investimenti delle aziende, ma sostiene le scelte del premier, Matteo Renzi, e dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, sull'allentamento del percorso di adesione agli obiettivi di bilancio dati dalla Ue in favore di misure per la crescita. Una via imboccata con il Def dello scorso settembre e con la Legge di Stabilità approvata a metà ottobre, sulla quale proprio oggi sono arrivate le richieste di chiarimento della Commissione Ue (qui l'articolo). IL BOLLETTINO RICONOSCE L'IMPEGNO DEL GOVERNO. Nel Bollettino di Bankitalia si legge infatti: «Alla fine di settembre il Governo ha aggiornato le previsioni di finanza pubblica di aprile alla luce del peggioramento del quadro macroeconomico. Viene confermato l'impegno a mantenere il disavanzo entro il 3 per cento del prodotto, ma sia il percorso di avvicinamento all'obiettivo di medio termine sia quello di riduzione del debito subiscono un rallentamento. Rispetto alle previsioni a legislazione vigente, l'indebitamento netto del 2015 viene accresciuto di 0,7 punti percentuali del prodotto, al 2,9 per cento». Quindi il sostegno all'esecutivo: «Data l'eccezionale durata e profondità della recessione, le scelte del Governo appaiono motivate. Un più graduale processo di riequilibrio può aiutare a evitare una spirale recessiva della domanda; si giustifica se i margini di manovra che ne derivano saranno utilizzati efficacemente per rilanciare la crescita dell'economia e innalzare il potenziale di sviluppo nel medio e lungo termine. Il disegno di legge di stabilità specifica le misure volte a conseguire gli obiettivi di bilancio, prevedendo tra l'altro sgravi fiscali sul costo del lavoro e la conferma in via permanente del credito d'imposta a favore dei lavoratori dipendenti a reddito medio-basso». NELL'AREA EURO LA RIPRESA HA PRESO SLANCIO. Facendo il punto sulla situazione economica, gli economisti di via Nazionale prendono atto del fatto che «nell'area euro la ripresa ha perso slancio e l'inflazione ha raggiunto livelli eccezionalmente bassi», come sempre oggi ha ricordato anche S&P's. Su tutto, si aggiunge anche la volatilità dei mercati che ha determinato il recente calo dei corsi azionari e un nuovo ampliamento dello spread tra Btp e Bund. In questo contesto, l'Italia non sta bene: «Dopo una sostanziale stabilizzazione nella seconda parte del 2013, l'economia italiana è tornata a indebolirsi. Nella prima metà di quest'anno il Pil ha risentito del protrarsi della caduta degli investimenti e, in misura minore, dell'effetto dell'andamento sfavorevole del commercio internazionale sulle nostre esportazioni». Piccolo segnale di incoraggiamento dal miglioramento «dei consumi delle famiglie, che hanno registrato un modesto rialzo», cui fa da contraltare ancora l'incertezza sul riavvio degli investimenti delle aziende. In ogni caso, «secondo le nostre valutazioni nel terzo trimestre il Pil avrebbe segnato una nuova, lieve flessione».

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