Economia 23 Ottobre Ott 2014 0957 23 ottobre 2014

Stress test, a rischio tre banche italiane

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Banche A quattro giorni dalla pubblicazione degli 'stress test' sulle banche europee, si rincorrono le voci sulle banche che potrebbero venire bocciate dalla Bce. E secondo l'agenzia spagnola Efe ci sarebbero tre istituti italiani - Montepaschi, Banco popolare e Popolare Milano, mentre verrebbero risparmiati i 'Big' del credito europei. Sarebbero undici, secondo un articolo dell'agenzia di stampa che cita varie fonti finanziarie, le banche europee che emergeranno con una carenza di capitale dall'analisi degli attivi o dagli scenari negativi simulati dalla Bce. LE ALTRE BANCHE A RISCHIO. Oltre alle tre italiane vi sarebbero altrettanti istituti greci (Piraeus, Eurobank e Alpha), due austriaci (Erste Bank e una seconda che potrebbe essere Volksbanken), una portoghese, la belga Dexia e una cipriota. Mentre non ci sono commenti degli istituti citati dall'Efe, è la Bce a ridimensionare i timori, dicendo che le notizie sono solo "speculazioni prima dei risultati definitivi", che verranno pubblicati domenica 26 ottobre alle 12. E in effetti i contatti sono ferventi fra le autorità di vigilanza e gli istituti di credito per approntare e definire misure in grado di mettere al riparo quelle banche che sono sul filo della bocciatura. PIMCO: SARANNO BIOCCIATI 18 ISTITUTI. Secondo uno studio di Pimco, il fondo mondiale leader del settore obbligazioni, le banche che verranno bocciate saranno 18. Mentre la società di intermediazione italiana IG Markets 'boccia' Mps e Banca Carige, 'rimanda' Ubi, Banco popolare e Bpm che avrebbero un patrimonio "appena sufficiente", e promuove invece i Big della Penisola. Quale che sia l'esito degli esami Bce, dopo una sbandata iniziale sulla notizia diffusa dalla Efe le borse continuano a recuperare terreno dopo la forte correzione dei giorni scorsi: Milano chiude a +1,09% con Mps che segna +4,16%, Parigi a +0,58%, Francoforte a +0,60%. E si allenta la tensione anche sui titoli di Stato, con lo spread Btp-bund che chiude stabile a 164 punti base, anche se sul mercato primario non sono tutte rose e fiori. SUL BTP CANNATA IPOTIZZA UN RIALZO DEL MINIMO Maria Cannata, responsabile debito pubblico al Tesoro, anticipa un possibile rialzo del tasso minimo garantito sul Btp Italia, il cui collocamento non starebbe ripetendo i passati successi. E in Germania si ferma a 1,77 miliardi l'asta del Bund trentennale per due miliardi, anche se con tassi a minimi record. A sostenere i mercati sarebbe ancora l'aspettativa crescente per una Bce sempre più vicina al 'quantitative easing'. L'Eurotower starebbe comprando obbligazioni garantite italiane, francesi, spagnole, tedesche nell'ambito del piano che prevede che a breve partano anche gli acquisti di prestiti cartolarizzati. L'aspettativa è che se, come è probabile, queste misure non riusciranno a riportare il bilancio della Bce verso i 3.000 miliardi di euro, l'Eurotower dovrà tirare qualcos'altro fuori dal cappello per spingere l'inflazione. Il pensiero va ai bond emessi dalle società europee, anche se oggi Luc Coene, uno dei governatori della Bce, spiega che "al momento non c'è nessuna proposta concreta sul tavolo". Se ne potrebbe discutere a dicembre, stando a un report della Reuters: si tratterebbe di un ulteriore passo verso il 'quantitative easing' all'americana, che nell'ipotesi estrema contemplerebbe l'acquisto dei titoli di Stato.

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