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SCONTRO 24 Ottobre Ott 2014 1541 24 ottobre 2014

Bilancio Ue, Cameron e Renzi contro i costi extra

Ricalcolo Pil: Londra deve all'Europa 2,1 mld, l'Italia 340 mln. Il premier britannico si ribella : «Non paghiamo».

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David Cameron e Matteo Renzi.

Un contributo extra da versare all'Europa, una sorta di conguaglio destinato a finire nelle casse di Bruxelles in base al ricalcolo del Prodotto interno lordo e dei relativi contributi Iva tra il 1995 e il 2013. È questa l'ipotesi che ha mandato su tutte le furie il primo ministro britannico David Cameron, spalleggiato da Matteo Renzi e dall'olandese Mark Rutte. Il motivo è presto detto. Se la richiesta divenisse effettiva, la Gran Bretagna sarebbe chiamata a sborsare 2,12 miliardi di euro.
«RICHIESTA INACCETTABILE». Una cifra che Cameron non ha la minima intenzione di pagare. «Sono state 24 ore a Bruxelles con importanti successi, ma anche profonde frustrazioni e un bel po' di rabbia per il modo in cui siamo stati trattati», ha sbottato riferendosi alla «richiesta di 2,1 mld» per il budget Ue, definita «assolutamente inaccettabile». Un contributo, ha aggiunto, «che e non sarà pagato il primo dicembre».
«HA RAGIONE RENZI, È UN'ARMA LETALE». E ancora: «Cito la reazione del premier italiano quando queste cifre sono state presentate: ha detto che questo non è un numero, ma un'arma letale. È una persona ragionevole, sono d'accordo con lui». «Questi», ha concluso, «sono soldi dei contribuenti e voglio che questa cifra sia analizzata in tutti i modi possibili. Come ci si è arrivati, gli indicatori che sono stati utilizzati.Se l'Europa continua a comportarsi così, nessuno si può sorprendere se c'è gente che dice andiamocene via».
IL PREMIER: «PROBLEMA È LA BUROCRAZIA». Da parte sua, però, l'ex sindaco di Firenze, interrogato sull'argomento, ha tenuto a precisare: «Il problema dell'Europa non sono gli extra costi di bilancio Ue», ma «la tecnocrazia e la burocrazia». Specificando di non aver mai usato la definizione «arma letale».
RIUNIONE D'EMERGENZA COI MINISTRI. In precedenza, era stato lo stesso Cameron a chiedere ai ministri delle Finanze europei una riunione d'urgenza per discutere del bilancio Ue. In base al ricomputo dei Pil dell’Unione e della relativa contribuzione Iva, l’Italia deve versare nella casse europee altri 340 milioni di euro entro il primo dicembre.
GERMANIA E FRANCIA DIFENDONO LA MISURA. Germania e Francia, che dovrebbero invece recuperare fondi in base ai nuovi calcoli, hanno difeso a spada tratta il principio dell'applicazione delle regole. «Io so quel che farò: niente», ha dichiarato François Holland a proposito del «miliardo che deve essere restituito alla Francia», perché «questo può entrare in gioco» per il deficit francese nelle discussioni con la Commissione Ue.
NUOVO SISTEMA APPROVATO DA TUTTI. La questione sta tutta nel ricalcolo del reddito nazionale lordo e dei relativi contributi Iva, secondo il nuovo sistema Sec 2010, approvato all'unanimità, Gran Bretagna compresa, come ha sottolineato il presidente della Commissione José Manuel Barroso. Il suo effetto più evidente è una rivalutazione del Pil, dovuta al fatto che il nuovo calcolo sottrae gli investimenti per ricerca e sviluppo dalla voce 'spese' e tiene in considerazione anche i proventi di attività illecite, come traffico di droga e prostituzione. «Regole e meccanismi che sono stati gli stessi Stati membri ad approvare», ha evidenziato Barroso.Le cifre non sono comunque definitive, si legge nel documento che Bruxelles ha inviato ai 28 Paesi membri: il dato esatto sarà reso noto a novembre.

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