Economia 24 Ottobre Ott 2014 0940 24 ottobre 2014

Fedrigoni rinuncia alla quotazione in Borsa

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La sede Fedrigoni a Verona Fedrigoni rinuncia al collocamento in Borsa. La società specializzata nelle carte speciali, ma anche nella stampa delle banconote e nelle etichette delle bottiglie di vini e alcolici, ha alzato bandiera bianca all'ultimo giorno utile ed ha ritirato la società dalla quotazione. Come si legge in una nota del gruppo, la scelta è stata presa in accordo con le due banche responsabili del collocamento - Bnp Paribas e Unicredit - mentre Fedrigoni conferma i propri piani di crescita e di sviluppo. La società, che già quasi tre fa era stata tentata dalla strada della Borsa, ha confermato anche adesso che la quotazione "resta un obiettivo strategico, anche in considerazione del forte apprezzamento e interesse" dimostrati dagli investitori. INCIDE L'INCOGNITA MERCATI. Il collocamento era articolato in una offerta pubblica di vendita, da parte della famiglia azionista, e in un aumento di capitale finalizzato alla crescita e a potenziali acquisizioni (probabilmente qualcosa è già nei radar della società). Contenuto, e in diminuzione, il livello di debiti del gruppo. L'incognita-mercati ha fatto evidentemente la differenza, con oscillazioni molto violente e ripetute proprio negli ultimi dieci giorni. Di suo poi il gruppo sconta il settore merceologico, la carta, che non attraversa un momento facile, e che ricorda tanto la "old economy", anche se Fedrigoni e le sue carte speciali sono una storia a parte rispetto al comparto generico della carta. Solo a Piazza Affari, e il movimento è ben più ampio, si tratta del quinto ritiro consecutivo di aspiranti matricole.

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