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ECONOMIA 24 Ottobre Ott 2014 0635 24 ottobre 2014

Legge di stabilità, il piano Renzi per l'intesa con l'Ue

Dopo la lite con Barroso, il premier tratta per evitare una bocciatura. Verso il compromesso sui tagli.

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Il presidente uscente della Commissione Ue, José Manuel Barroso e il premier Matteo Renzi.

Lo scontro tra Roma e Bruxelles, sulla legge di Stabilità c'è stato. L'Unione europea ha scritto in una lettera i suoi dubbi sulla manovra del governo di Matteo Renzi e il premier ha spiattellato tutto nonostante la missiva fosse «strictly confidential» («strettamente confidenziale»). E gli euroburocrati non hanno gradito. Ma, al di là delle tensioni per lo strappo al protocollo, il premier ha confidato che 'la lettera non è un problema'.
COLLOQUI A BRUXELLES. A Bruxelles, Renzi ha avuto colloqui sia con il presidente uscente della Commissione Ue José Manuel Barroso, con cui il presidente del Consiglio ha avuto il pesante botta e risposta, sia con il nuovo leader di Palazzo Berlaymont Jean-Claude Juncker. E, come ha riferito il quotidiano La Repubblica, se con il primo qualche tensione è rimasta, con il secondo i toni sono apparsi più distesi.
COMPROMESSO SUI TAGLI. Insomma, l'Italia tratta e sul piatto ha messo l'offerta di 2 miliardi di euro per la correzione del deficit strutturale nel 2015. Ma l'Europa ne ha chiesti più di 10.
Alla fine si dovrebbe trovare l'accordo con un compromesso. Anche perché Renzi vuole evitare la bocciatura della manovra che potrebbe arrivare mercoledì 29 ottobre durante l'ultima riunione della Commissione Ue targata Barroso.
TRATTATI COME LA FRANCIA. Secondo il premier, infatti, «il problema non è la nostra legge di Stabilità, ma chi decide cos'è la flessibilità e chi decide quali sono le circostanze eccezionali che ci permettono di deviare in parte dal risanamento». Un'uscita che svela come Renzi cerchi l'appoggio dei big d'Europa per avere un trattamento riservato ad altri come la Francia che, con un deficit peggiore dell'Italia, sta chiudendo l'accordo con la Commissione.

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