Giancarlo Padoan 141016101339
CONTI 24 Ottobre Ott 2014 2156 24 ottobre 2014

Legge di Stabilità, Mef: da spending review 16 mld, 10 dalle tasse

Bonus bebè assicurato a tutti i nuovi nati dal 2015, nessun aumento dell'aliquota Iva.

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Pier Carlo Padoan.

La manovra 2015 vale 36,2 miliardi, come annunciato lo scorso 15 ottobre. Quasi 26 miliardi sono coperti da spending review (16 miliardi), lotta all'evasione e aumento della tassazione (9,6 miliardi). Il resto, oltre 10 miliardi di euro in tutto, necessari nelle intenzioni del governo a rilanciare la crescita attraverso una decisa diminuzione della pressione fiscale, saranno in deficit, come previsto anche dalla nota di aggiornamento del Def.
BONUS BEBÈ PER TUTTI. A nove giorni dall'approvazione in Consiglio dei ministri e dopo la bollinatura della Ragioneria e il via libera del Quirinale, il ministero dell'Economia ha fatto così chiarezza sull'entità degli interventi previsti dalla legge di Stabilità, sui quali - in assenza di testi e tabelle definitive - continuavano a fioccare ipotesi, interpretazioni e indiscrezioni. Come quella riferita al bonus mamme, «dimezzato» secondo l'ultima lettura, ma che sarà invece assicurato a tutti i nuovi nati del 2015. I 202 milioni stanziati copriranno infatti «ampiamente la richiesta», ha garantito il Mef, spiegando che, di fronte a maggiori necessità, sarà possibile un rifinanziamento con altri 298 milioni previsti nel 'fondo famiglia'.
MAGGIORI SPESE PER 21,5 MILIARDI. La nota tecnica del provvedimento è ancora in via di completamento, ma gli effetti essenziali sull'indebitamento sono stati ora calcolati. I 36,2 miliardi di interventi si articolano in 14,7 miliardi di minori entrate (in pratica di taglio delle tasse) e in maggiori spese per 21,5 miliardi. In questo capitolo rientra anche il bonus da 80 euro che con la manovra passa da sgravio fiscale a prestazione sociale. Se fosse ancora classificato coma una detrazione Irpef le minori entrate diventerebbero infatti pari a 24,2 miliardi e le maggiori spese a 12 miliardi. Va tenuto conto comunque che per il governo nel taglio delle tasse «a legislazione vigente» rientrano anche i 3 miliardi di taglio delle agevolazioni fiscali previsto dal governo Letta come clausola di salvaguardia ora appositamente scongiurata.
NO AD AUMENTO ALIQUOTE IVA. Un intervento che il Tesoro ha assicurato anche in futuro per evitare di ricorrere anche alle clausole inserite per gli anni a venire, come l'aumento delle aliquote Iva, che - ha assicurati il Mef utilizzando sempre più Twitter come mezzo di comunicazione - non scatterà per un preciso impegno politico. Quello che ci sarà invece già dall'anno prossimo, finora non emerso, è un raddoppio della ritenuta d'acconto sulle spese di ristrutturazione edilizia, in pratica sull'ecobonus, con maggiori entrate per quasi 1 miliardo di euro. Dall'aumento delle tasse sui fondi pensione e sul Tfr si otterrà invece un gettito di 450 milioni di euro.

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