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STABILITÀ 24 Ottobre Ott 2014 2107 24 ottobre 2014

Lorenzin contro il taglio del fondo Sla

Cento milioni in meno. Ma il ministero spiega: «Finanziamento strutturale».

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Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

Il taglio di 100 milioni previsto dalla legge di Stabilità al Fondo per le non autosufficienze divide il governo e scatena la protesta delle associazioni, in primis quella dei malati di Sla, che dopo aver smosso l'Italia con la campagna delle secchiate di acqua gelata per promuovere la ricerca, si trovano ora a fare i conti con nuovi tagli all'assistenza.
LA RABBIA DELLE ASSOCIAZIONI. Al ministero dell'Economia, che difende la linea sostenendo che 250 milioni previsti per il 2015 sono «pochi ma stabili», le associazioni rispondono che «sono comunque 100 in meno dello scorso anno».
Il dicastero della Salute invece tiene il punto, con il ministro Beatrice Lorenzin che su Twitter promette il suo «massimo impegno per reintegrare risorse già previste».

Un annuncio che riscuote successo. «Siamo felici dell'impegno e seguiremo con attenzione gli sviluppi e le decisioni del governo», ha commentato Massimo Mauro, presidente dell'Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica (Aisla). Dal canto suo il Mef vede il bicchiere mezzo pieno, anche se ammette: «Possiamo fare di più».
RIFINANZIAMENTO STRUTTURALE. La legge di Stabilità 2015, «prevede un rifinanziamento del fondo» che, seppure inferiore rispetto allo scorso anno, diventerà strutturale e non più, come accadeva fino a ora, deciso «anno per anno, rendendo impossibile agli operatori qualsiasi pianificazione», ha spiegato il sottosegretario Enrico Zanetti.
In precedenza, ammontava a 300 milioni per il 2008, 400 per il 2009 e altrettanti per il 2010, solo 100 milioni per il 2011. Era stato azzerato per il 2012, quindi rifinanziato con 275 milioni per il 2013 e 350 per il 2014. «È vero che il fondo diventa strutturale ma anche il taglio lo diventa, si tratta di quasi un terzo in meno rispetto allo scorso anno, una cifra irricevibile. Dobbiamo trovare soluzione assieme», ha detto Vincenzo Falabella, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell'handicap (Fish), di cui fanno parte 24 associazioni nazionali che hanno già promesso una mobilitazione.
MAGGIORI CONTROLLI. Chiedono non solo più risorse, ma «anche controllo su come vengono utilizzate». Il fondo, infatti, spiega Falabella, arriva alle Regioni che deliberano su come spendere «ma non sappiamo quanti vanno alle persone e quanti si disperdono in microprogetti».
Quel che è certo è che «alcune aggiungono altre risorse, come l'Emilia-Romagna e la Toscana. Altre stanno tentando di investire, come la Sardegna o la Puglia. Altre ancora sono sprovviste di strumenti integrativi e il risultato è una doppia discriminazione».
Nel dibattito si inserisce anche Ileana Argentin, deputato dem: «Se il governo andrà avanti così», si è chiesta la piddina, «chi alzerà i disabili dal letto? Chi gli permetterà di andare in bagno? Come potranno recarsi al lavoro o a comprare il pane?».

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