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EUROCRISI 24 Ottobre Ott 2014 1141 24 ottobre 2014

Stabilità, Italia-Ue: trattative per un compromesso

Verso uno sforamento dello 0,3% del deficit. Stesse condizioni per la Francia. Renzi: «L'Italia non prende lezioni». Napolitano: «Basta austerity».

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Matteo Renzi e José Manuel Barroso.

Un compromesso potrebbe risolvere lo scontro fra Italia ed Europa sulla legge di Stabilità. Secondo fonti vicine alla trattativa, Bruxelles concederebbe al governo un aggiustamento pari allo 0,3% del deficit strutturale rispetto allo sforamento dello 0,5% denunciato nella lettera del commissario Jyrki Katainen.
L'obiettivo italiano è quello di ottenere le stesse condizioni concesse alla Francia, che ha uno sforamento dello 0,8% del deficit strutturale e che si vedrebbe autorizzato uno 0,5%.
PROBLEMA DI EQUO TRATTAMENTO. «Tutti vogliamo evitare il peggior scenario possibile», ha detto lo stesso Katainen. Il commissario ha spiegato che esiste un problema di equo trattamento fra gli Stati: «Dobbiamo trattare tutti allo stesso modo, qualche volta è molto difficile» farlo, e va tenuto presente che «nel recente passato alcuni Paesi sono stati fortemente incoraggiati a prendere misure molto difficili, ma sia chiaro nessuno ha qualcosa contro» altri Stati.
RENZI: «NON PRENDIAMO LEZIONI». «Speriamo di chiudere oggi, dipende a quanto chiude la Francia, dipende da quanto sta negoziando», ha detto Matteo Renzi. «Chiuderemo come i francesi? Noi italiani andremo molto meglio».
Poi il solito decisionismo sfoderato: «Il governo non si ferma davanti a nessuno», ha ribadito dopo il vertice.
«Ora bisogna risolvere le nostre questioni, che sono la priorità del governo italiano. Un governo che rispetta tutti, ma non si ferma davanti a nessuno».
Serve insomma «una presenza più forte dell'Italia, più orgogliosa e determinata: ogni anno l'Italia dà 20 miliardi all'Europa e ne prende indietro una decina, è un Paese che ha una forza e un'autorevolezza fuori discussione, quindi non viene a prendere lezioni o reprimende».
NAPOLITANO: «BASTA AUSTERITY». In soccorso del premier è arrivato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «Dopo anni di politiche restrittive di austerity, dinanzi alla disoccupazione giovanile dilagata è giusto sollecitare» alle istituzioni europee l'attuazione di nuove politiche verso la crescita e lo sviluppo, ha detto.
BARROSO: «DECIDIAMO IN 7 GIORNI». Alla fine il presidente della commissione Barroso ha fatto una sintesi sulla legge di Stabilità: «Siamo per il massimo della flessibilità entro le regole di Patto esistenti. Quello che la Commissione sta facendo è verificare se c'è o meno una deviazione particolarmente importante rispetto alle regole. La nostra decisione sarà presa la settimana prossima».

Scontro sul bilancio Ue, Cameron: «Richiesta inaccettabile»

La cancelliera tedesca Angela Merkel e il premier britannico David Cameron.

L'Italia comunque non è stato l'unico Paese a scontrarsi con Bruxelles.
Il premier britannico David Cameron ha chiesto ai ministri delle Finanze europei una riunione d'urgenza per discutere del bilancio Ue, dopo che è stato detto a Londra di pagare un contributo extra da 2,1 miliardi di euro. Una richiesta definita «assolutamente inaccettabile» dallo stesso Cameron. «Sono state 24 ore a Bruxelles con importanti successi, ma anche profonde frustrazioni e un bel po' di rabbia per il modo in cui siamo stati trattati», ha sbottato il primo ministro, aggiungendo che il contributo «non sarà pagato il primo dicembre».
BRACCIO DI FERRO. Una nuova grana arriva dunque sul tavolo del vertice Ue e rischia di complicare ulteriormente il summit. Oltre a Cameron, infatti, anche Renzi e l'olandese Mark Rutte si sono opposti all'idea di versare nuovi soldi al bilancio dell'Unione.
CONTO DA 340 MILIONI PER L'ITALIA. In base al ricomputo dei Prodotti interni lordi dell’Unione e della relativa contribuzione Iva, l’Italia deve versare nella casse europee altri 340 milioni di euro il primo dicembre.
Germania e Francia, che dovrebbero recuperare fondi in base ai nuovi calcoli, hanno invece difeso a spada tratta il principio dell'applicazione delle regole.

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