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FINANZA 26 Ottobre Ott 2014 1207 26 ottobre 2014

La Bce boccia 25 banche, tra cui Mps e Carige

Pubblicati i risultati degli stress test effettuati su 131 banche europee.

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La sede della Banca centrale europea.

La Bce ha bocciato 25 banche europee, tra cui anche Mps e Carige. Il verdetto è emerso dopo gli stress test su 131 istituti europei.
Dodici delle 25 banche europee che non hanno passato gli stress test della Bce hanno già varato misure di rafforzamento del capitale.
Secondo quanto ha comunicato Bankitalia, Montepaschi ha bisogno di un ulteriore rafforzamento del capitale da 2.111 milioni, mentre a Carige servono altri 814 milioni per superare lo scenario avverso.
Entro due settimane le banche che non hanno superato lo stress test della Bce dovranno presentare i piani per la ricapitalizzazione. Secondo quanto ha detto la Bce, 12 delle 25 banche hanno già coperto 15 miliardi di carenza capitale nel 2014. Per le altre scatta la necessità di approntare misure.


MANDATO MPS PER OPZIONI STRATEGICHE. Dopo i risultati delle valutazioni Bce Mps ha annunciato in una nota di aver avviato l'esame delle potenziali azioni da includere nel capital plan da sottoporre alla Bce: Ubs e Citigroup saranno advisor per valutare tutte le «opzioni strategiche».
Nel testo si spiega che «le conseguenti modifiche del piano di ristrutturazione della banca, già approvato dalla Commissione Europea, saranno subordinate all'approvazione da parte della stessa».
Ubs e Citigroup sono stati nominati quindi advisor «per la strutturazione e l'implementazione delle azioni i mitigazione sopra indicate afferenti al Capital Plan, nonché per valutare tutte le opzioni strategiche a disposizione della banca».
BENE IL BANCO POPOLARE. Il Banco Popolare ha superato gli esami della Bce con ampio margine grazie alle misure di rafforzamento patrimoniale realizzate nei primi sei mesi del 2014. Lo si legge in una nota della banca.
Le banche italiane hanno subito la svalutazione dei propri attivi più forte fra gli istituti europei dalla asset quality review della Bce. L'Istituto ha diffuso una nota in cui indica in 12 miliardi di euro (3,5% degli asset) la correzione. Seconda la Grecia con 7,6 miliardi. La Germania è a 6,7 miliardi di riduzione.
BUCHI DA 233 E 166 MILIONI. Banca Popolare di Vicenza e Popolare di Milano hanno coperto buchi di 233 e 166 milioni grazie alle misure di rafforzamento patrimoniale aggiuntive.
Alla luce degli esiti degli stress test, la Banca d'Italia ha commentato: «I risultati confermano la solidità complessiva del sistema bancario italiano, nonostante i ripetuti shock subiti dall'economia italiana negli ultimi sei anni: la crisi finanziaria mondiale, la crisi dei debiti sovrani, la doppia recessione».
AUMENTO DI CAPITALE INSUFFICIENTE PER CARIGE. Bankitalia ha diffuso le motivazioni che hanno portato la Bce a bocciare Carige. «Per Banca Carige», sottolinea in una nota, «la carenza di capitale finale necessaria per far fronte agli eventi sfavorevoli ipotizzati nello scenario dello stress test riflette in parte i bassi livelli patrimoniali di partenza, non sufficientemente rafforzati dall'aumento di capitale effettuato nel 2014».
La banca è guidata «da una nuova compagine dirigenziale, che si è insediata nell'autunno del 2013 in seguito a ripetuti interventi della Vigilanza, anche su base ispettiva, da cui emersero disfunzioni negli assetti di governo e controllo e irregolarità gestionali. Carige, che ha in fase di avanzate trattative la cessione delle compagnie assicurative del gruppo, presenterà un piano di riallineamento patrimoniale da sottoporre alle autorità di vigilanza».
«SISTEMA BANCARIO SOLIDO». Sui risultati è intervenuto il vicedirettore di Bankitalia, Fabio Panetta, che ha commentato: «Il risultato dei test Bce è per l'Italia nel complesso rassicurante, per noi non inatteso. Dà l'immagine di un sistema bancario nel complesso solido, anche se occorre proseguire nelle azioni intraprese in alcuni casi».
«L'Italia», ha proseguito, «è in particolare difficoltà su alcuni indicatori, ed è un risultato peggiore a quello di altri Paesi perché ipotizza uno scenario sfavorevole soprattutto in termini di crescita. Qui le condizioni iniziali contano molto».

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