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BANCHE 26 Ottobre Ott 2014 1804 26 ottobre 2014

Stress test Bce, Mps a caccia di nuovi capitali

All'istituto servono 2,1 miliardi. Il sindaco di Siena: «Forte preoccupazione».

 

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La sede del Monte dei paschi di Siena.

Monte dei Paschi di Siena non ha superato lo stress test della Banca centrale europea. Secondo quanto ha comunicato Bankitalia, l'istituto di credito ha bisogno di un ulteriore rafforzamento del capitale da 2,1 miliardi. Il piano per la ricapitalizzazione dovrebbe essere presentato entro due settiimane.
RICAPITALIZZAZIONE O FUSIONE. L'istituto di Siena ha sottolineato in una nota di aver superato lo stress test della Bce nello scenario di base, mentre non è stato superato lo scenario avverso «penalizzato dalle modalità di svolgimento del comprehensive assessment». Ma ora deve pensare alle misure immediate per rafforzare la patrimonializzazione. L'istituto ha annunciato di aver «avviato l'esame delle potenziali azioni da includere nel Capital Plan che verrà sottoposto all'approvazione delle autorità di vigilanza entro i termini previsti dalla normativa». Ubs e Citigroup sono stati nominati quindi advisor «per valutare tutte le opzioni strategiche a disposizione della Banca».
«L'obiettivo», ha spiegato l'amministratore delegato della banca, Fabio Viola, «è quello di formulare un piano solido e sostenibile» e «anche di fare presto». Il Cda, ha ricordato Viola, «ha già avviato l'esame delle azioni». «Il nostro piano di ristrutturazione è stato avviato nel novembre 2013 e di questo non è stato tenuto conto», ha aggiunto, spiegando che i risultati dell'esame Bce, non avranno alcuna «conseguenza nella gestione ordinaria della banca».
Al vaglio ci sono anche possibili operazioni di concentrazione e fusione tra istituti diversi. Banca d'Italia sarebbe «estremamente felice, se fosse un'operazione in grado di rilanciare l'offerta di credito all'economia reale e rafforzare la solidità della banca», ha dichiarato in merito il vicedirettore generale, Fabio Panetta.
SINDACO: «FORTE PREOCCUPAZIONE». «Stiamo pagando ancora gli anni di una gestione scellerata, che ha dilapidato un patrimonio plurisecolare», ha commentato il sindaco di Siena, Bruno Valentini, «Ai disastri del passato si sono aggiunte strategie che non hanno dato i risultati attesi. La pulizia dei conti e i sacrifici, la maggior parte dei quali sopportati dai dipendenti, in mancanza di un adeguato recupero di redditività, non bastano», ha aggiunto il primo cittadino che si è detto molto preoccupato in attesa delle misure che la banca deve prendere».
Intanto però la Fondazione Mps ha fatto sapere in un comunicato di considerare «strategico l'investimento nella banca che verrà costantemente monitorato anche in relazione ad eventuali operazioni straordinarie» con «l'obiettivo di mantenere il legame tra la Banca e il territorio senese».
«Questi elementi», ha rassicurato la Fondazione, saranno tenuti in conto nelle prossime decisioni dell'ente «che dovranno essere prese, in stretto coordinamento con gli altri aderenti al patto sindacale, in base agli scenari che si apriranno in relazione al piano di rafforzamento patrimoniale della Banca». L'ente inoltre «confida sul lavoro e sulle capacità professionali del management della banca».

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