Economia 26 Ottobre Ott 2014 1345 26 ottobre 2014

Stress test Bce: Mps e Carige bocciate

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Piero Montani alla guida di Carige ha previsto un aumento di capitale da 500 mln e la cessione di attività assicurative e private banking per rientrare nei parametri Bce. La Bce ha bocciato 25 banche europee, tra queste ci sono le italiane Mps e Carige. Sono i risultati degli stress test sulla verifica di solidità delle banche in Europa condotti su 131 istituti europei. Dodici delle 25 banche europee che non hanno passato gli stress test della Bce hanno già varato misure di rafforzamento del capitale. Montepaschi ha bisogno di un ulteriore rafforzamento del capitale da 2.111 milioni, mentre a Carige servono altri 814 milioni per superare lo scenario avverso degli stress test Bce. Lo comunica Bankitalia. Adesso i due istituti hanno due settimane per presentare un piano credibile. E come anticipato da Economiaweb.it qui adesso per il sistema del credito italiano si apre una nuova stagione di fusioni. BANCA CARIGE VARA AUMENTO DA 500 MILIONI A Genova hanno deciso di non aspettare due settimane e per far fronte al deficit da 813,4 milioni il cda riunito domenica 26 ottobre ha deliberato all'unanimità di porre in essere una serie di iniziative di capital management, contenute nel capital plan che verrà sottoposto all'approvazione della Bce. Il piano prevede un un aumento di capitale da almeno 500 milioni, da offrirsi in opzione agli azionisti. La banca ha inoltre l'impegno di Mediobanca a pre-garantire, in qualità di global coordinator e bookrunner, fino a 650 milioni l'integrale sottoscrizione delle azioni rivenienti da detto aumento di capitale. Ma non solo. Sono previste le dismissioni delle attività assicurative del private banking (con ogni probabilità Banca Cesare Ponti) e del credito al consumo e l'acquisto delle minorities delle banche controllate. A MPS PIACE IL BOND INVECE DELL'AUMENTO Non c'è stato, invece, cda straordinario in casa Mps che ha chiuso l'estate scorsa un aumento di capitale da 5 miliardi di euro. I vertici della banca si sono riuniti venerdì 24 ottobre per esaminare un dossier relativo all’emissione di un bond ibrido, convertibile in capitale Tier 1, che scongiurerebbe appunto la necessità di ritornare sul mercato con un nuovo aumento di capitale. Questa ipotesi venerdì 24 ottobre aveva messo le ali al titolo (+10,68%, a 1 euro per azione). Ma lunedì 27 dopo i voti della Bce la musica in Borsa non sarà questa. E per Mps si parla con insistenza di un’aggregazione con un’altra banca: tra le principali candidate ci sarebbe Bnp Paribas. Un altro straniero sta per bussare alla porta di Rocca Salimbeni dopo che i sudamericani di Fintech e Btg Pactual hanno sottoscritto un patto parasociale al 9% con la Fondazione Mps (scesa al 2,5%). ITALIA RECORD NEGATIVO IN EUROPA Le banche italiane hanno subito la svalutazione dei propri attivi più forte fra gli istituti europei dalla asset quality review della Bce. Lo si legge in una nota, che indica in 12 miliardi di euro (3,5% degli asset) la correzione. Seconda la Grecia con 7,6 miliardi. La Germania è a 6,7 miliardi di riduzione.

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