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ECONOMIA 27 Ottobre Ott 2014 1900 27 ottobre 2014

Borsa, effetto stress test: Mps e Carige crollano

L'esame Bce affonda Piazza Affari (-2,4%). I due bancari -21% e -17%. Ue in pressing.

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La sede del Monte dei Paschi di Siena.

Gli esami della Banca centrale europea hanno affondato Piazza Affari. Nella seduta di lunedì 27 ottobre Milano, di gran lunga il peggior listino del Vecchio Continente - col Ftse Mib ha ceduto il 2,4%, davanti a Madrid (-1,39%, Francoforte (-0,95%), Parigi (-0,78%) e Londra (-0,40%) - ha infatti scontato l'esito del test della Bce, che ha individuato nove banche a corto di capitali (sette hanno rimediato con misure di rafforzamento concluse nel corso del 2014) e ha bocciato Mps (-21,5%) e Banca Carige (-17,19%). (Cosa cambia per i clinti delle banche bocciate? Leggi l'approfondimento su Economia Web).
DALLA CONSBO FRENO AI RIBASSISTI SU MPS E CARIGE. Sulle azioni dell'istituto di credito senese e su quello genovese la Consob ha disposto il divieto di assumere o aumentare posizioni nette corte. Lo stop è, in vigore dal 28 ottobre fino al 10 novembre (termine entro cui le banche dovranno presentare alla Bce i propri piani per rimediare al deficit di capitale) ha lo scopo di alleggerire la pressione ribassista sui titoli.
DA UBI A INTESA: VENDITE SU TUTTI I BANCARI. A Piazza Affari il 27 ottobre le vendite non hanno risparmiato nessuno, da Ubi Banca (-5,15%), a Bpm (-4,43%), da Bper (-4,23%) a Mediobanca (-3,35%), da Intesa Sanpaolo (-3,14%) a Unicredit (-2,55%), nonostante alcuni istituti abbiano superato in scioltezza l'esame dell'Eurotower. Fuori dal comparto bancario hanno sofferto Saipem (-4,22%), Azimut (-4,14%), Mediaset (-3,13%), World Duty Free (-2,91%), Buzzi Unicem (-2,85%) ed Enel Green Power (-2,63%). Schivano l'onda ribassista A2a (+1,57%) e Stm (+1,54%). Debole Cir (-4,56%) nonostante l'utile dei nove mesi.
SPREAD IN SALITA A 168 PUNTI. Anche sul fronte dello spread l'Italia ha pagato pegno. Il differenziale tra Btp e Bund ha chiuso in rialzo a 168 punti base con il rendimento salito al 2,55%. E con una crescita di quasi 6 punti base della forbice, la più ampia in Europa dopo Grecia e Portogallo.
Il delta tra Btp-Bonos spagnoli è salito ai massimi da due anni e mezzo, segno di come il mercato ritenga in questo momento più sicuro investire nei titoli di Stato iberici che in quelli italiani.

Mps deve rafforzare il capitale di 2,11 miliardi, Carige di 814 milioni

La sede di Genova di Banca Carige.

Dal risultato dell'esame Bce è emerso che Monte dei Paschi e Carige hanno bisogno di rafforzare il capitale rispettivamente per 2,11 miliardi e 814 milioni di euro.
Carige ha già annunciato un aumento di capitale per non meno di 500 milioni, garantito per 650, oltre a dismissioni.
Mps invece starebbe facendo di tutto per evitare un'altra ricapitalizzazione e starebbe studiando l'emissione di un bond convertibile in azioni tipo At1, unito a cessioni di rami aziendali come Consum.it che sembra in dirittura di arrivo, o di pacchetti di crediti in bonis o in mora, oppure di parti della rete agenziale.
L'antitrust Ue ha comunicato che Mps dovrà non solo presentare il suo piano alle autorità di supervisione ma anche proporre cambiamenti al piano di ristrutturazione negoziato con la Commissione Ue. Quest'ultima «quindi riesaminerà il piano Mps».
UBS E CITI NOMINATI ADVISOR DI MPS. Il consiglio di amministrazione di Mps è chiamato a spiegare alla Bce come intende colmare il deficit di capitale. Intanto la banca ha nominato Ubs e Citi «advisor finanziari per definire, strutturare, implementare azioni di mitigazione, nonché valutare tutte le opzioni strategiche a disposizione». Significa che si inizia a considerare anche un'integrazione con altri operatori.
CARIGE VERSO AUMENTO DI CAPITALE DA 500 MILIONI. Carige è l'unica, in Italia, che deve immediatamente fare un aumento di capitale, il cui ammontare sarà di almeno 500 milioni. Il test sugli attivi ha fatto emergere una carenza di 952 milioni, lo stress test avverso di 1,83 miliardi. Dopo le misure di rafforzamento già attuate, mancano 814 milioni, ed è questa la cifra che nei prossimi mesi deve essere racimolata. Secondo fonti attendibili, ci sarà una ricapitalizzazione attorno al mezzo miliardo, con un consorzio di garanzia guidato da Mediobanca che garantirà oltre quella somma, a coprire quasi l'intero deficit. In parallelo, è alle battute finali la cessione delle assicurazioni del gruppo al fondo Apollo, per circa 300 milioni. Saranno infine poste in vendita la banca di gestioni patrimoniali Cesare Ponti, l'attività di credito al consumo Creditis, e altre quote di minoranza.

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