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RISPOSTA 27 Ottobre Ott 2014 1634 27 ottobre 2014

Francia, lettera all'Ue: «Impossibili altri sforzi»

Il governo transalpino replica a Bruxelles: «Non possiamo andare oltre i 21 mld di tagli».

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Il presidente francese François Hollande.

Se l'Italia ha risposto in maniera collaborativa alle indicazioni contenute nella lettera di Bruxelles (annunciando nuove misure da 4,5 miliardi per la correzione del deficit), lo stesso non si può dire della Francia.
«BASSA INFLAZIONE». Parigi ha, infatti, risposto alla missiva del commissario Ue agli Affari economici Katainen, sottolineando la «debole attività in tutta Europa e la bassa inflazione che nessuno aveva previsto». «Una situazione», è spiegato nel messaggio francese anticipato da Le Figaro, «che non consente di aggiungere sforzi supplementari (...) rispetto agli attuali 21 miliardi di tagli alle spese per il 2015».
TRE PUNTI FONDAMENTALI. Nonostante il ministro delle Finanze, Michel Sapin, abbia promesso a Bruxelles «ulteriori misure» per ridurre il deficit di altri 3,6 miliardi di euro rispetto al previsto, la risposta della Francia si concentra su tre punti fondamentali: uno economico, un altro statistico e un terzo politico. «Il primo», ha rivelato Le Figaro, «è di ordine economico: Parigi utilizza l'argomento di una debole attività in tutta Europa e di un bassa inflazione che nessuno aveva previsto. Una situazione che non consente di aggiungere sforzi supplementari (...) rispetto agli attuali 21 miliardi di tagli alle spese previsti per il 2015». Il secondo argomento, ha continuato il giornale, «è statistico»: con Parigi che evidenzia alcune lacune tecniche del «nuovo metodo di calcolo del deficit» fissato da Bruxelles. «L'ultimo argomento» - ha concluso Le Figaro - è politico».
RISCHIO IMPENNATA DEL FRONT NATIONAL. Nella missiva, che secondo il giornale è partita nel fine settimana da Parigi, il governo socialista evoca in modo implicito il rischio di una nuova impennata del Front National di estrema destra di Marine Le Pen. Secondo il quotidiano, il governo Hollande - che nella legge di bilancio 2015 ha previsto di violare il patto di stabilità, con un rapporto tra deficit e Pil al 4,3% nel 2015, ben al di sopra del 3% - ha fatto anche la scommessa che «i commissari non sono pronti ad aprire una crisi politica con la seconda economia della zona euro».

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