Lavoro Riforma 141027064604
INDAGINE 27 Ottobre Ott 2014 0640 27 ottobre 2014

Lavoro, il miraggio del posto fisso

Appena il 15% dei nuovi contratti è a tempo indeterminato. Precari gli altri.

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Un manifestante in corteo protesta contro la precarietà.

Il posto fisso è un miraggio per un lavoratore su sei. In Italia, infatti, appena il 15,2% dei nuovi contratti di lavoro è a tempo indeterminato: l'84,8% è invece costretto ad accontentarsi di un contratto precario. Anche se poi un sondaggio Coldiretti-Ixé ha precisato che solo il 46% dei giovani ambisce al posto fisso (il 31% preferisce lavorare autonomamente).
A svelare le cifre è stato il quotidiano La Stampa, confermando le parole del premier Matteo Renzi che dalla Leopolda, per giustificare il suo Jobs act, tanto criticato dalla Cgil, ha ribadito che «il posto fisso non c'è più».
2,4 MLN DI CESSAZIONI. Il grosso dei nuovi contratti, infatti, è rappresentato dai contratti a tempo determinato (69,7%), seguiti da quelli di collaborazione (5,8%) e dall'apprendistato (3,1%). Poi c'è un 6,2% che raccoglie altre forme di contratto come quelli di formazione lavoro e di inserimento.
Il risultato è un pesante turnover con 2,4 milioni di cessazioni: in 355 mila casi per richiesta del lavoratore, 249 mila volte per volere dell'azienda. E per i restanti 1,6 milioni è la naturale scadenza del contratto (dati aggiornati al secondo trimestre 2014).
2011-2014: 34 MLN DI CONTRATTI FINITI. Leggendo i dati, poi, s'è scoperto che sui 2,4 milioni di contratti che scadono, ben 403 mila sono quelli che hanno una durata di appena un giorno, 170 mila di massimo tre giorni e 380 mila non arrivano a un mese. Solo 381 mila sono i contratti che durano oltre un anno.
Considerando il periodo 2011-2014, i numeri svelano che sono ben 34,8 milioni i contratti cessati che hanno riguardato 12,1 milioni di lavoratori (in media 2,8 cessazioni a testa, che tradotto significa cambiare mansione, stipendio e inquadramento ogni 14 mesi).

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