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ATTESA 27 Ottobre Ott 2014 1818 27 ottobre 2014

Legge di Stabilità, Italia verso promozione Ue

L'aggiustamento dello 0,3% proposto da Padoan potrebbe bastare a Bruxelles.

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da Bruxelles

Pier Carlo Padoan e Matteo Renzi.


A Bruxelles, dopo il discorso fatto da Matteo Renzi all'arrivo del summit europeo il 23 ottobre in risposta alla lettera inviata dalla Commissione all'Italia, alcuni funzionari hanno commentato caustici: «Era sbronzo».
L'ASSO DI RENZI. In realtà c'è chi non attribuisce l'euforica spavalderia del premier - «1-2 miliardi di differenza possiamo metterli anche domani mattina», ha detto - a un bicchiere di troppo. Ma al fatto che Renzi è arrivato a Bruxelles con un asso nella manica e la sicurezza che il 29 ottobre l'esecutivo europeo non boccerà il suo progetto di bilancio. «Se ci sarà una opinione negativa la procedura è scritta», spiegano. «Se invece il materiale mandato dal vostro governo è ritenuto soddisfacente, lo comunicheremo in qualche altro modo».
LE RASSICURAZIONI DI PADOAN. E a palazzo Berlaymont, chi si occupa del dossier Italia ha già cominciato a fare capire che non arriverà nessuna procedura scritta. Soprattutto dopo aver visionato la lettera che il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha inviato al vicepresidente della Commissione Ue Jyrki Katainen per rispondere alla richiesta di chiarimenti sulla legge di Stabilità. L'Italia annuncia un pacchetto di misure per «ridurre in modo strutturale di 0,3 punti il deficit nel 2015», si legge nella missiva.

Lo scostamento dello 0,3% è un «buon compromesso»

Il presidente uscente della Commissione Europea Manuel Barroso.

Secondo i calcoli della Commissione, presentati nelle previsioni di primavera fatte il 2 giugno, l'Italia doveva attuare un aggiustamento strutturale dello 0,7% («dato che sarà riconfermato anche nelle previsioni presentate dall'esecutivo europeo il 4 novembre», fanno sapere) e per ora è stato fatto solo lo 0,1%. Un po' troppo poco per Bruxelles.
LA MEDIAZIONE DI ROMA. Ma, ammettono anche a palazzo Berlaymont, «il Paese è in recessione». Peggio, sostiene Padoan: «A serio rischio di deflazione». Per questo le misure aggiuntive per 4,5 miliardi con le quali l'Italia conta di correggere il deficit strutturale di circa 0,3 punti percentuali del Pil nel corso del 2015 sono una mediazione tra lo 0,1% proposto inzialmente dal governo italianao e lo 0,5% chiesto da Bruxelles.
LO SCOSTAMENTO «SIGNIFICATIVO». Lo scostamento, denunciato dalla Commissione nella lettera, lo si calcola sui due anni e anche sulla base delle previsioni per il 2015, e per essere considerato «significativo», come ha sottolineato Bruxelles, deve essere mezzo punto percentuale in un anno (la regola vuole così) o più di 0,25% su due anni.
L'Italia già nel 2014 doveva mettere a segno uno 0,7%, invece si è fermata allo 0,1. «Ma visto che è in recessione bisogna analizzare tutto il materiale che il governo sta inviando in queste ore per calcolare di quanto si chiude lo scarto», sottolineano le fonti europee.
UN COMPROMESSO ACCETTABILE. Insomma lo 0,3% potrebbe essere considerato davvero un buon compromesso.
Se per la Commissione, spiegano ancora a Bruxelles, «lo scostamento di mezzo punto percentuale è la la linea rossa», con l'offerta dello 0,3% sembra che matematicamente l'Italia venga promossa: «Non è infatti considerata grave la differenza tra lo 0,3% e lo 0,7%», continuano dalla Commissione. «Si considera grave il discostamento di almeno lo 0,5%».
In Italia si parla già di un accordo con il presidente Josè Manuel Barroso, ma a Berlaymont le bocche sono cucite. «Non possiamo confermare. Magari sarà l'Italia stessa ad anticiparlo, visto che il vostro è diventato all'improvviso un Paese trasparente», scherza qualche funzionario facendo riferimento alla polemica scatenata dalla pubblicazione della missiva di Bruxelles.

Bruxelles terrà presente la recessione italiana

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi a Bruxelles per il vertice europeo.

Ma per ora, più che la trasparenza, quello che si vede è la crisi.
Il ministro dell'Economia nella lettera ha spiegato come un eventuale quarto anno di recessione «renderebbe la sostenibilità del debito più difficile da mantenere». Padoan ha sottolineato anche il gap della «capacità produttiva dell'Italia che è previsto rimanga estremamente ampio nel 2014 rispetto ai suoi livelli storici e che non diminuirà nel 2015».
Per questo il governo italiano ha deciso, in linea con la legislazione europea, di «posporre il raggiungimento del Mto (l'obiettivo di medio termine) al 2017, a causa di una tale inusuale stretta delle condizioni economiche che, almeno per il 2014 e 2015 devono essere giudicate come circostanze eccezionali»
SCIVOLONE ANCHE NEL 2014. Circostanze quindi che non hanno permesso all'Italia nemmeno di rispettare nel 2014 la legislazione secondaria, che controlla il deficit strutturale e su cui l'aggiustamento è stato dello 0,1% e non dello 0,7. Insomma il 2014 passa in cavalleria. «Scordiamoci il passato», chiosano a Berlayomont, precisando: «Pubblicheremo l'analisi del 2014, ma è già troppo tardi per intervenire». Per questo «nel calcolo triennale si considererà che nel 2014 c'è crescita negativa».

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