Economia 27 Ottobre Ott 2014 1129 27 ottobre 2014

Stress in Borsa: Mps (-21,5%) e Carige (-17,1%)

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Per il Monte dei Paschi a Siena gli analisti ipotizzano un aumento di capitale da almeno 1,5 mld e poi una fusione. Avvio positivo per Piazza Affari che segna immediatamente un +1,2% (Ftse Mib), crollano invece il Montepaschi di Siena e Carige dopo la bocciatura della Bce: Siena non riesce a entrare in contrattazione e segna un teorico -13%, lo stesso Genova con un -17%. Denaro, invece, sulle altre banche come UniCredit (+2,3%) Intesa Sanpaolo (+1,4%). Poi il vento è cambiato ed è arrivata una raffica di sospensioni al ribasso in Borsa per le banche: a metà seduta risultano ferme quindi Mps (-18,1%), Mediobanca (-3,35%), Ubi Banca (-3,25%), e Bper (-4%), Intesa Sanpaolo (-2%) e UniCredit (-1,36%). Tanto che la Consob ha vietato le vendire alla scoperto sul titolo Mps, il più preso di mira del settore, per tutta la seduta del 28 ottobre. E nonostante questo, il titolo è scivolato fino al 20% di ribasso nel corso della seduta. A fine seduta, Mps ha perso il 21,5% tra scambi pari al 6% del capitale. Carige ha chiuso con un ribasso del 17,19%, con il 2,6% del capitale passato di mano. Pioggia di vendite su tutto il comparto, risultato il più bisognoso di capitale nell'esame Bce. DOPO LO STRESS C'È LA FUSIONE: UBI DICE NO A MPS Così mentre il mercato si interroga sulla nuova stagione di fusioni che aspetta il sistema creditizio italiano, ci sono già le prime smentite a nuove alleanze. «Non vi è alcun dossier aperto in tema di fusioni». Così Victor Massiah, ceo di Ubi Banca dopo le ricostruzioni che hanno ipotizzato un'aggregazione con Mps. «Nel caso sarebbe Ubi Banca a scegliere, il gruppo ha una storia di creazione di valore. Butta i propri soldi chi specula su una modifica di questa strategia» ha detto. PER MPS IL MERCATO IPOTIZZA FUSIONE E AUMENTO DA 1,2 MLD La strada della fusione è segnata per Mps secondo gli analisti di Equita sim secondo i quali un fabbisogno di capitale da 2,1 miliardi - che comprende anche il miliardo di Monti Bond -  la Bce «non ha permesso di incorporare i benefici del piano di ristrutturazione approvato dall'Ue e ha imposto di ipotizzare il rimborso di 750 milioni di Monti bond: secondo noi emerge una moral suasion evidente per considerare a breve ipotesi di aggregazione» scrovono gli analisti. Secondo gli esperti quindi bisogna ipotizzare un aumento di capitale da 1,5 miliardi anche perché Mps «non dispone di molte alternative ad un nuovo aumento: la cessione della quota nella joint venture assicurativa potrebbe garantire un contributo di soli 280 milioni». Anche per gli analisti di Ig markets la strada del Monte dei Paschi è segnata perché non c'è «un piano dettagliato sulle prossime strategie da attuare per ricoprire le esigenze di capitale legate agli stress test, può alimentare la speculazione del mercato verso un possibile aumento di capitale». E Ig ipotizza la cessione di rami d'azienda a cominciare da Consum.it. IL CDA DEL MONTE DEI PASCHI PRENDE TEMPO Intanto i vertici della banca senese hanno deciso di annullare il cda previsto per  martedì 28 ottobre perché la riunione si è tenuta sabato 25 ottobre quando è stata presa in considerazione l'emissione di un bond ibrido per fare fronte a un eventuale fabbisogno di capitale. «Per il momento non serve una nuova seduta, il cda sarà riconvocato quando ci saranno informazioni da parte degli advisor incaricati Ubs e Citigroup» fanno sapere da Mps. L'ad di Mps Fabrizio Viola ha comunque ribadito che l'obiettivo è di fare presto. PER CARIGE LA STRADA È SEGNATA: SERVE UN COMPRATORE Per Carige, invece, bocciata con uno shortfall di 813 milioni, il mercato fa altre considerazioni dopo che la banca ha annunciato già il 26 ottobre per un aumento capitale da 550 milioni che con la garanzia di Mediobanca può arrivare fino a 650 milioni. Equita sim ha ricordato che «Carige è evidentemente destinata ad un'aggregazione, ma in vista dell'aumento di capitale manteniamo una view cauta». Ig markets, invece, ritiene che Genova «grazie alle garanzie di Mediobanca potrà riuscire a colmare lo shortfall di capitale evidenziato dagli stress test. Rispetto a Mps, crediamo che Carige possa essere coinvolta nel processo di consolidamento del settore bancario italiano che pensiamo possa partire a inizio 2015».

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