Economia 27 Ottobre Ott 2014 1340 27 ottobre 2014

Ue, Padoan risponde a Katainen

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Il ministro dell'economia, Pier Carlo Padoan. L'Italia risponde alla lettera ricevuta dalla Commissione europea con i rilevi sulla manovra fiscale 2015 (qui l'articolo) (qui il documento). Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha scritto al commissario europeo per gli Affari economici, Jyrki Katainen pubblicando il testo, in inglese, sul sito del Mef (qui la lettera), esattamente come era stata resa pubblica la richiesta avanzata da Bruxelles, scelta che non era piaciuta al presidente della Commissione Josè Manuel Barroso. In questo caso la Commissione l'ha presa bene e ha fatto sapere di «accogliere con favore la collaborazione costruttiva dell'Italia», ha detto il portavoce del commissario Katainen ricordando che la «consultazione è ancora in corso e che mercoledì 30 ottobre saranno pubblicate le analisi solo di quei Paesi con serie deviazioni" dalle regole». LE TRE STRADE PER RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO. Padoan ha messo nero su bianco il valore della manovra che in totale punta a raccogliere 4,5 miliardi di euro (pari allo 0,3% del Pil) per tagliare il deficit nel 2015. La lettera indica tre misure per raggiungere l’obiettivo: - 3,3 miliardi arriveranno dal Fondo per la riduzione del peso fiscale. - 500 milioni dalla riduzione delle quota di risorse domestiche allocate per i fondi di cofinanziamento per la coesione europea ed esentati dai tetti del patto di stabilità domestico che si applica alle regioni. - 730 milioni saranno recuperati da un’estensione del regime di reverse charge al settore al dettaglio. PADOAN: CONTI SOTTO CONTROLLO. «È mio dovere ricordarvi che l’economia italiana sta affrontando una delle recessioni più gravi e durature della sua storia, giunta al terzo anno, mentre c’è il serio rischio di deflazione e stagnazione. Un quarto anno di recessione va evitato a tutti i costi perché sarebbe difficile tirarne fuori il Paese», ha detto Padoan che ha sottolineato come «L’Italia mantiene i conti pubblici sotto controllo, con il deficit/pil sotto il 3% nel 2015, e corregge il deficit strutturale di 3 decimi «finanziando simultaneamente lo sforzo straordinario per effettuare quelle riforme strutturali lungamente attese che presentano costi aggiuntivi nel breve periodo». proprio tra le riforme «strutturali», il ministro annovera gli «ulteriori aggiustamenti nel mercato del lavoro e nella giustizia civile, attesi all’inizio del prossimo anno». DALLE PRIVATIZZAZIONI INCREMENTO DELLO 0,7% DEL PIL. Il debito pubblico italiano segue un «percorso al ribasso» anche «grazie all’ambizioso piano di privatizzazioni - ricorda il ministro Padoan - pari a una media annua dello 0,7% del Pil. Alcuni ritardi, dovuti fra l’altro a condizioni avverse del mercato, saranno riassorbiti nei prossimi mesi» per raggiungere appieno entro il 2015 gli effetti previsti sul debito.

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