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E-COMMERCE 28 Ottobre Ott 2014 0624 28 ottobre 2014

Amazon, conti in rosso: il futuro è un'incognita

Il terzo trimestre si chiude con 437 milioni di perdite: mai così male dal 2000. Bezos innervosisce Wall Street. Mentre i cinesi di Alibaba si fanno sotto.

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Il Fire phone di Amazon.

Jeff Bezos ama rischiare. Questa volta ha rischiato, e fallito.
Il Fire phone di Amazon lanciato a luglio per competere nel mercato affollato degli smartphone ha portato nelle casse del multimiliardario un rosso da 170 milioni di dollari.
Che si aggiungono ad altri 267 milioni, per un totale di perdite nette di 437 milioni nel terzo trimestre del 2014: il risultato peggiore da 14 anni a questa parte.
RITORNO AGLI ANNI 90? E così, anche se le vendite nette sono aumentate di circa 3 miliardi di dollari, passando da 17 a 20,5 miliardi, giovedì 23 ottobre, giorno della pubblicazione delle trimestrali, le azioni della società di Seattle sono scese al livello più basso da giugno 2013. Tra gli investitori, però, le lancette degli orologi sembrano tornate ancora più indietro: alla fine degli Anni 90, quando Wall Street non credeva ai progetti di espansione di Amazon nell'e-commerce.
LA SFIDA DI ALIBABA. Da allora il fondatore dela «libreria online più grande del mondo», si è preso una vigorosa e plateale rivincita. Oggi la sfida si ripropone, ma il panorama è cambiato. E di fronte al colosso cinese Alibaba che si fa avanti, a grandi passi e con pochi rischi, qualcuno ha iniziato a dubitare delle capacità visionarie di Bezos.

Il richiamo di Tom Szkutak: «Dobbiamo essere più selettivi»

Jeff Bezos, fondatore di Amazon.

L'Amazon Fire doveva coronare gli investimenti della società di Bezos nello streaming di musica online e nella programmazione video, costati, secondo gli analisti, almeno 1,5 miliardi solo negli ultimi 12 mesi.
Ma qualcuno a Seattle ha preso una cantonata: secondo i critici, infatti, nel quartier generale di Amazon si sono dimenticati che la specificità del mobile non sono i contenuti, ma le application. Un errore grossolano che ha fatto ammettere a Tom Szkutak, direttore finanziario della società: «Dobbiamo essere selettivi rispetto alle opportunità che inseguiamo».
Finora la strategia di Bezos è stata diversificare gli investimenti, compresa l'acquisizione del Washington Post, per ricondurli poi a un unico servizio, dandoli in pasto all'e-commerce. Anche a costo di prendere decisioni incomprensibili agli occhi degli osservatori che non coglievano il progetto nel suo insieme.
I DUBBI DEGLI OPERATORI DI BORSA. Ma questo 50enne ingegnere informatico su cui si concentrano gli strali di librai di mezzo mondo non se ne è mai crucciato più di tanto. «Dovreste svegliarvi ogni mattina non con la preoccupazione dei nostri competitor, che comunque non ci daranno mai soldi, ma preoccupati per i nostri clienti», è uno dei suggerimenti che soleva dare ai suoi impiegati. Questa volta, però, sembra aver dimenticato il suo stesso motto, lasciando le esigenze dei clienti accantonate in un angolo di uno dei suoi magazzini. E ora si ritrova gli analisti di Borsa pronti a spulciare nei bilanci societari, per capire quanto scommettere ancora sul suo impero.
INVESTIMENTI IN TECNOLOGIA E CONTENUTI. Certamente, il picco delle spese della società è dovuto a progetti di espansione. E che espansione: nel terzo trimestre il numero dei dipendenti di Amazon è cresciuto di oltre un terzo, arrivando a sfiorare la quota di 150 mila.
E poi ci sono gli investimenti, che secondo quanto ha dichiarato la stessa Amazon, si sono diretti soprattutto a tecnologia e contenuti: per il 40% infatti si tratta di risorse destinate allo sviluppo di nuovi prodotti come il Fire, ma anche all'acquisto di licenze per musica e video, compresa l'acquisizione per 900 milioni di dollari della piattaforma di streaming Twitch, dedicata soprattutto ai videogiochi.

Con 99 dollari l'anno accesso all'intera piattaforma

La homepage di Amazon.

Altri fondi sono stati utilizzati per l'ampliamento dei data center legati al cloud Amazon web service e alla diffusione del servizio di consegna in un giorno (un nuovo centro potrebbe nascere anche a Torino). Ma il colosso dell'e-commerce ha anche sviluppato un sistema di lettura delle carte di credito e di scansione degli alimenti.
La maggior parte delle scelte sembrano indirizzate a rafforzare i servizi destinati agli abbonati che con 99 dollari l'anno hanno accesso a tutti i contenuti della piattaforma: uno zoccolo duro che sembra oggi essere il core business di Bezos, ma su cui Amazon è restia a dare i numeri.
PER SCHMIDT È SFIDA AMAZON-GOOGLE. La società di Seattle sta cercando di fare per la fruizione di contenuti quello che Facebook ha fatto per la condivisione: fornire un servizio inclusivo personalizzato che medi il rapporto dell'utente con la Rete, tanto che il cofondatore di Google, Eric Schmidt, ha definito Amazon il vero avversario di Big G.
Tuttavia, nel percorso per diventare il nuovo Leviatano del web, la società di Seattle si trova di fronte a competitor come Alibaba che nel giorno del debutto alla Borsa di New York, il 19 settembre, ha segnato una capitalizzazione da 245 miliardi di dollari, superando in 24 ore sia Amazon sia eBay.
VIETATO SBAGLIARE A WALL STREET. Insomma, in tempi come questi, i passi falsi dalle parti di Wall Street non sembrano ammessi. Bezos è uno di quegli imprenditori visionari che guarda ai progetti di lungo periodo.
Per capire il personaggio, basti sapere che ha investito milioni di dollari nell'Orologio Long Now, progettato per segnare il tempo da qui al 12.000 inoltrato, con una lancetta per gli anni e una per i secoli. Bisognerà vedere se gli investitori avranno la stessa pazienza per capire se Amazon è l'avversario di Google o solo l'inseguitore dei colossi cinesi.

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