Economia 28 Ottobre Ott 2014 1940 28 ottobre 2014

Perché Twitter crolla a Wall Street

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Dick Costolo, numero uno di Twitter. A volte succede che un fatturato raddoppiato non sia sufficiente a fare considerare buono il trimestre appena concluso. E succede che il titolo a Wall Street, arrivi a perdere l’11% il 27 ottobre, riuscendo poi a recuperare parte del terreno perso e a evitare la debacle. Ma le cose non sono cambiate il 28 ottobre con il titolo che in apertura ha ceduto subito il 13%. Non è una storia ipotetica sulle beffe della finanza americana, ma quanto accaduto a Twitter con i conti del periodo luglio-settembre 2014. Cosa non ha funzionato? Intanto il fatto che, contrariamente a quanto avevano previsto gli analisti, il sito di microblogging è rimasto in passivo e il rosso è stato addirittura superiore a quello dello stesso periodo dell’anno scorso. E poi il fatto che il numero di utenti è sì cresciuto, ma a un ritmo più lento, cosa che ha scoraggiato gli investitori. Ecco più nel dettaglio cosa tenere a mente dei conti di Twitter. 1. FATTURATO RADDOPPIA, MA PERDITE PURE: TITOLO A PICCO Partiamo dalle notizie positive: nei tre mesi a settembre il fatturato è stato pari a 361,3 milioni di dollari, il doppio rispetto ai 168,6 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso, oltre le stime della società per un range tra 330 e 340 milioni e meglio anche dei 351,4 milioni attesi dagli analisti. Poi le notizie cattive: mentre si avvicina il primo anniversario dalla quotazione a Wall Street, a novembre 2013, Twitter continua a essere non redditizia: le perdite sono anzi salite da 64,6 a 175,5 milioni di dollari. Vero è che escludendo gli oneri straordinari l’utile è stato di un centesimo per azione, come da previsioni, ma la consolazione è magra e non sufficiente ad allontanare le preoccupazioni degli investitori, per nulla incoraggiati dalle parole dell’amministratore delegato Dick Costolo, che ha parlato di «un altro trimestre molto solido». Il crollo del titolo subito dopo la pubblicazione dei conti conferma la delusione: le azioni sono arrivate a perdere l’11%, facendo finire nel dimenticatoio il rally del 28% degli ultimi tre mesi ed enfatizzando invece -23,7% messo a segno finora nel 2014. 2. STIME IN CHIAROSCURO, ANCHE SULLA PUBBLICITÀ Poi ci sono state le guidance sottotono per i tre mesi in corso, considerate un segnale del fatto che una netta inversione di tendenza non è alle porte. Twitter prevede un fatturato tra 440 e 450 milioni di dollari, il cui punto medio è al di sotto dei 448 milioni attesi dagli analisti. Per quanto riguarda invece il fatturato pubblicitario digitale, Twitter prevede di catalizzare quest’anno lo 0,8% del totale globale di 140,7 miliardi di dollari, meglio dello 0,5% del 2013, ma ancora distantissimo dall’8% di Facebook.Anche sul fronte mobile non va molto meglio: nel 2014 Twitter prevede di arrivare a una fetta del 2,6% del fatturato pubblicitario mobile, pari a 36,46 miliardi di dollari a livello globale, mentre Facebook, che ha un numero di utenti cinque volte superiore, salirà al 20,4%. 3. CI SONO 284 MILIONI DI UTENTI, MA NON BASTANO Nonostante l’aumento del fatturato, quello che preoccupa gli investitori è che l’impegno della società a raggiungere il miliardo di utenti resti in realtà solo un miraggio. I risultati del trimestre hanno confermato i dubbi, visto che la crescita del numero di utenti attivi su base mensile è rallentata: nei tre mesi Twitter è arrivata a 284 milioni di utenti, il 23% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e il 4,8% in più dai tre mesi precedenti. Tuttavia nel secondo trimestre rispetto al primo la crescita era stata del 6,3%. Rispetto alle attese degli analisti, che aspettavano un range tra 280 e 288 milioni, Twitter si è piazzata esattamente a metà. Da segnalare che l’80% degli utenti accede al social media da dispositivi mobili. Ancora Costolo ha cercato di gettare acqua sul fuoco, spiegando che se si contano anche gli utenti non attivi, cioè quelli che leggono i post sul social network senza scrivere nulla di proprio, il bacino d’utenza diventa due volte più ampio. 4. IL FUTURO: E-COMMERCE E PIATTAFORMA MOBILE Andando avanti ciò che Twitter deve riuscire a fare è trovare altri modi per generare fatturato e, in ultima analisi, profitti. In questo senso, un terreno su cui il social network sta cominciando a muoversi è quello dell’e-commerce: in collaborazione con Stripe, la start up per i pagamenti, Twitter ha iniziato i test per il pulsante “buy now”, compra ora. Il sito di microblogging sta inoltre cercando di andare oltre la sua tradizionale app di messaggistica e punterà a una serie di acquisizioni per trasformarsi in una piattaforma mobile in grado di competere con le più grandi rivali. Nel frattempo, la società punta a rendere più flessibili le regole per consentire alle app di interagire con il social network, invertendo la tendenza rispetto a due anni fa quando aveva invece introdotto norme più stringenti. Proprio per questo ha presentato Fabric, una nuova piattaforma che dovrebbe aiutare gli sviluppatori a risolvere bug, a monetizzare le loro invenzioni e integrarle meglio con i profili utente.

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