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ECONOMIA 29 Ottobre Ott 2014 1910 29 ottobre 2014

Crisi Usa, la Fed: stop agli acquisti di asset

Chiusa l'era del quantitative easing. Tassi d'interesse invariati fra lo zero e lo 0,25%.

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Janet Yellen, presidente della Fed.

L'economia degli Stati Uniti è in ripresa e non ha più bisogno di stimoli. È questo il senso della decisione della Federal reserve, che ha chiuso l'era del quantitative easing annunciando la fine degli acquisti di asset.
Il piano di acquisti di bond e di titoli legati ai mutui è stato iniziato nel 2008 dall'allora presidente Ben Bernanke ed è costato complessivamente oltre 3 mila miliardi di dollari.
La Banca centrale americana ha inoltre deciso di lasciare invariato il costo del denaro per un «periodo considerevole di tempo». I tassi di interesse restano in una forchetta fra lo zero e lo 0,25%, livello al quale sono dal 16 dicembre 2008.
PROGRESSI SUL LAVORO. L'istituto presieduto da Janet Yellen ha previsto «solidi progressi» sul mercato del lavoro, con un tasso minore di disoccupazione. I prezzi bassi dell'energia trattengono l'inflazione, ma «le possibilità che il dato resti in modo persistente sotto il 2% sono diminuite».
INFLAZIONE INVARIATA. Il terzo round di quantitative easing avviato da Bernanke non si è tradotto né in un balzo dell'inflazione né in un deterioramento del dollaro, come avevano messo in guardia i critici. Anzi, il dollaro è salito del 6,7% in valore rispetto alle altre valute. Il prezzo dell'oro è calato del 29% da 1.730,60 dollari l'oncia a 1.229,20 dollari. L'inflazione è invariata all'1,5%. Il petrolio è calato del 16,1% da 97,01 dollari al gallone (3,8 litri) a 81,42 dollari.
ESPANSIONE DELL'ATTIVITÀ ECONOMICA. «L'attività economica si sta espandendo a un tasso moderato. Le condizioni del mercato del lavoro sono ulteriormente migliorate. I consumi delle famiglie sono aumentati moderatamente e le spese delle aziende stanno cresendo», ha affermato la Fed nel comunicato diffuso al termine della due giorni di riunione.
GREENSPAN: TURBOLENZE SUI MERCATI. La decisione era ampiamente attesa da Wall Street che, nonostante questo, ha girato in negativo. A precedere l'annuncio è arrivata la 'gelata' di Alan Greeenspan, l'ex presidente della Fed ritenuto tra i colpevoli della bolla esplosa nel 2008: «È impossibile» che la fine del piano di acquisti «non crei turbolenze sui mercati».

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