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QUERELLE 29 Ottobre Ott 2014 1259 29 ottobre 2014

Legge di stabilità, Katainen non esclude procedure

Il commissario: «Le deviazioni dal Patto ci sono. Per l'analisi finale si deve attendere». Via libera ai fondi Ue.

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Jyrki Katainen, commissario Ue agli Affari economici.

L'Italia non può ancora ritenersi promossa. L'esame di Bruxelles sulla legge di stabilità non si è ancora concluso: «Il fatto che non siano state riscontrate serie deviazioni dalle regole del Patto, non significa che i piani lo rispettino appieno, non pregiudica la nostra analisi finale e non esclude che la Commissione possa adottare procedure nell'ambito del Patto», ha detto il commissario agli Affari economici Jyrki Katainen.
«CONGIUNTURA NON EVITA SANZIONI». «L'Italia sta facendo cambiamenti importanti, ora bisogna vedere se saranno attuati». Finché non saranno messe in pratica le riforme, ha quindi incalzato Bruxelles, l'attenzione resta alta.
Il commissario ha spiegato che «la situazione economica è cambiata in quest'ultimo anno», ma «non possiamo cambiare retrospettivamente gli impegni», quindi «non cambiamo le regole per quest'anno, e se mi si chiede se i Paesi eviteranno sanzioni per quest'anno a causa delle prospettive cambiate, la risposta è no».
ITALIA E FRANCIA ANCORA A RISCHIO. Gli sforzi aggiuntivi di Italia e Francia hanno rimediato solo alle gravi deviazioni dalle regole ma non alle altre che, seppure di minore intensità, comunque rendono i Paesi inadempienti nei confronti del Patto di stabilità. Non solo: i nuovi sforzi nelle leggi di bilancio hanno rimediato ai rischi per il 2015, ma non alla situazione del 2014 che non è stata corretta e che quindi mette l'Italia a rischio procedura per squilibri eccessivi a causa del debito molto elevato.
PADOAN: OK A NOSTRE VALUTAZIONI. Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, evidenzia però che proprio «nella valutazione della legge di Stabilità italiana sono state richiamate e accettate dalla Commissione circostanze italiane»: in particolare l'impatto della recessione e l'impegno per il programma di riforme. Dal primo novembre, poi, Italia e Francia potrebbero avere un 'alleato': toccherà infatti al nuovo commissario agli affari economici, il socialista Pierre Moscovici, completare l'analisi dei piani di bilancio 2015 e valutare se gli sforzi dei Paesi sono sufficienti oppure no. L'attesa è per metà novembre, con la pubblicazione del rapporto sugli squilibri macroeconomici, assieme al giudizio completo sulla legge di stabilità.

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