Economia 29 Ottobre Ott 2014 1047 29 ottobre 2014

Ue, ok ai bilanci di Italia e Francia

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Commissione europea La legge di Stabilità italiana ottiene il semaforo verde da Bruxelles, mentre il Consiglio dei ministri ha approvato le correzioni agli obiettivi di finanza pubblica. Dopo la lettera di Bruxellex, a cui è seguita la replica del governo italiano, la Commissione europea al momento non giudica alcuno Stato dell'Eurozona in "significativa violazione" delle norme Ue di bilancio. Lo scrive il commissario Ue agli affari economici, Jirky Katainen, in una nota stampa in cui dà di fatto un primo via libera alle manovre di Italia, Francia, Austria, Slovenia e Malta, cioè i cinque Stati considerati a rischio di "seria violazione" delle regole e ai quali la Commissione ha inviato la settimana scorsa lettere di avvertimento. Gli altri Stati dell'Eurozona soggetti a tale esercizio di controllo non avevano suscitato la preoccupazione di Bruxelles.

Pier Carlo Padoan PADOAN: ANCHE L'EUROPA SULLA STRADA DELLA CREAZIONE DI OCCUPAZIONE.  «Il riconoscimento della sostanziale coerenza del nostro budget con il quadro regolatorio dell'Unione europea vuol dire che anche l'Europa è sulla strada della crescita e della creazione di nuova occupazione», ha commentato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan Già prima delle note ufficiali, il portavoce del falco finlandese Katainen aveva ribadito che l'atteggiamento dei governi di Roma e Parigi è «costruttivo». Accordo, quello tra Ue, Roma e Parigi, già raggiunto settimana scorsa durante il vertice europeo. Sia il governo italiano che quello francese hanno sottoposto correzioni al progetto di bilancio 2015, di misura inferiore a quanto richiesto dalla Commissione, per evitare la richiesta formale di correzione degli interventi finanziari ed economici, ma superiore a quanto inizialmente previsto nei due documenti di bilancio.

Janille Katainen OBIETTIVO ITALIA: FAR CALARE IL DEFICIT DELLOO 0,3%. Per l'Italia si tratta di uno sforzo aggiuntivo per far calare il deficit strutturale dello 0,3% del Prodotto interno lordo (Pil). In soldoni, per i conti di Roma si tratta di mettere altri 4,5 miliardi per avvicinare il pareggio strutturale, seppure la correzione sarà comunque inferiore allo 0,5% del Pil previsto dai patti europei. Per trovare questa "toppa", il governo dovrebbe attingere 3,3 miliardi dal fondo che era nato per abbattere la pressione fiscale. Non si tratta di risorse sottratte agli interventi annunciati, dall'Irpef all'Irap, ma di una riserva che sarebbe potuta scattare in futuro, salvo appunto la necessità di attingervi per rispettare gli obiettivi di bilancio. Altri denari verranno dal minor cofinanziamento dei fondi Ue (500 milioni), dall'ampliamento dei meccanismi di lotta all'evasione dell'Iva (il "reverse charge" dovrebbe portare 730 milioni) e dall'accelerazione delle privatizzazioni.  L'accordo con Bruxelles comporta invece per la Francia un impegno maggiore da 3,6 miliardi.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, affiancato dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, illustra il DEF 2014 al termine del consiglio dei ministri a Palazzo Chigi. VIA LIBERA DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI. Il Consiglio dei ministri ha dato ha dato il via libera all'aggiornamento degli obiettivi di finanza pubblica (il Def) stilati a settembre, riportati nel Documento Programmatico di Bilancio per il 2015 (Draft Budgetary Plan - DBP) inviato alle istituzioni europee. «Le misure programmate sono pienamente coerenti con le riforme strutturali promosse dal governo», ha detto Padoan, davanti alle commissioni bilancio di Camera e Senato, sulla legge di stabilità dopo l'approvazione del Cdm. Lo sforzo fatto sul deficit «permette di mantenere un equilibrio non facile, su cui il governo continua a lavorare, tra continuazione del risanamento delle finanze pubbliche e stimolo alla crescita». L'aggiornamento, ricorda il ministro, si è reso necessario "a fronte delle osservazioni della commissione europea». LE TRE STRADE DI RENZI PER RECUPERARE I SOLDI. A seguito dei colloqui con le istituzioni europee "il governo intende adottare le misure aggiuntive, per rafforzare lo sforzo fiscale già delineato nel documento di bilancio". In particolare: 3,3 miliardi arriveranno dal fondo per la riduzione della pressione fiscale; 500 mln dalla riduzione delle risorse per il cofinanziamento dei fondi strutturali Ue; 730 mln dall'estensione dell'inversione contabile Iva al settore della grande distribuzione. Quest'ultima misura, spiega Padoan, «è subordinata al rilascio della deroga da parte dell'Ue ed è prevista una clausola di salvaguardia", che prevede a garanzia della copertura l'aumento delle accise. «Il miglioramento complessivo del deficit", rispetto al tetto del 3%, "è pari a circa 4,5 mld". Misure che secondo il ministro rappresentanto "il male minore" anche se - avverte Padoan - "Si sottraggono risorse, ci sarà un effetto espansivo minore rispetto all'iniziale stesura. Ma l'impatto (della manovra) dipende dalla composizione delle misure più che dalla loro dimensione". "L'Italia sta facendo sforzi molto elevati per evitare di rientrare in una procedura per deficit eccessivo. Procedura che non è ancora scongiurata».

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