Economia 29 Ottobre Ott 2014 1243 29 ottobre 2014

Wall Street fredda con Facebook

Fatturato in aumento del 59%. Utenti in crescita del 4,2%. Ma il titolo in Borsa ha ceduto più dell'11%. Ecco perché.

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A volte essere molto bravi non basta, bisogna essere perfetti. E la perfezione, si sa, non esiste. Si riassume così la trimestrale di Facebook che, al di là dei modi di dire, non lascia spazio ai dubbi: il fatturato è aumentato del 59% su base annuale e oltre le stime, il giro d’affari per utente, cartina al tornasole della redditività su internet, è salito del 39%, l’utile è balzato del 90% e il numero di utenti è arrivato a 1,35 miliardi, il 2,3% in più rispetto ai tre mesi precedenti e il 14% in più dal terzo trimestre 2014. Eppure, subito dopo la pubblicazione dei conti, il titolo a Wall Street è arrivato a cedere più dell’11%. Se è vero che l’adagio più classico della Borsa americana recita «buy the rumor, sell the news», ovvero compra sulle indiscrezioni e vendi quando c’è la notizia, qualcosa comunque non torna. Dunque cosa è successo? Gli esigentissimi investitori del social network di Mark Zuckerberg si sono fatti spaventare dalle previsioni per il trimestre in corso e per i prossimi: la società attende una crescita del fatturato più lenta, inferiore al 50%, e un aumento dei costi. Ecco perché 1. COSTI IN RIALZO TRA IL 55 e il 75%  Nei mesi scorsi Mark Zuckerberg ha speso molto su scommesse di lungo termine, si pensi per esempio alle acquisizioni nel campo della realtà virtuale e del cosiddetto internet of things, ovvero le tecnologie per collegare alla rete apparecchi e strumenti di tutti i giorni, per esempio gli elettrodomestici. Ora analisti e investitori gli chiedono contro di quanto ha fatto: Facebook prevede che i costi saliranno tra il 55 e il 75% da qui al 2015, che dovrebbe essere “un anno significativo per gli investimenti”, come ha detto lo stesso amministratore delegato durante la conference call a commento dei conti. La cosa ha gelato il sangue nelle vene di chi lo stava ascoltando, soprattutto perché la crescita prevista del giro d’affari non va di pari passo: il fatturato dovrebbe salire tra il 40 e il 47% nei tre mesi in corso, meno del +63% dello stesso periodo del 2013 e il passo più lento dal primo trimestre 2012.  2. ALTE ASPETTATIVE  SUL TITOLO (+48% NEL 2014) A differenza di Twitter, penalizzata da preoccupazioni sulle attività fondamentali, ovvero sulla capacità di crescita e di catturare nuovi utenti, Facebook è una realtà ormai consolidata. Ha dimostrato, anche nel trimestre appena concluso, di essere in grado di generare fatturato grazie a una base di utenti enorme e sempre in crescita. Il social network sconta proprio la sua prevedibilità, nel senso che ottimi risultati generano altissime aspettative, anche per quanto riguarda il titolo. Le azioni di Facebook, che hanno guadagnato il 48% solo quest’anno, viaggiano al momento poco sotto gli 81 dollari per azione, ai massimi dalla quotazione del 2012 e a un valore 39 volte superiore l’utile per azione. Tutto questo ha fatto schizzare la capitalizzazione di mercato a 210 miliardi di dollari, quasi cinque volte quella di Yahoo, nove volte quella di Twitter e in avvicinamento a quella di Google (comunque ancora lontana con 372 miliardi). 3. I CONTI TORNANO FIN TROPPO Detto tutto questo, la maggior parte delle società del settore tecnologico metterebbe la firma su una trimestrale come quella di Facebook. L’utile è salito a 806 milioni di dollari contro i 425 milioni dell’anno scorso e, al netto di voci straordinarie, da 27 a 43 centesimi per azione, meglio delle stime degli analisti per 40 centesimi. I ricavi sono cresciuti a 3,2 miliardi di dollari, oltre i 3,12 miliardi attesi. Anche il giro d’affari generato dalla pubblicità, tallone d’Achille di tante rivali, è salito del 64% a 2,96 miliardi, il 66% di cui portato dalle inserzioni su dispositivi mobili (contro il 62% del precedente trimestre, il 59% dei primi tre mesi dell’anno e il 49% di un anno fa).  4.  UTENTI A 1,35 MILIARDI E CONTINUANO AD AUMENTARE. MA IN FUTURO? È vero che le spese sono aumentate del 41% nel trimestre a 1,8 miliardi di dollari, ma si è trattato anche di investimenti, compresa l’assunzione di circa 1.200 persone, molte delle quali collegate alle acquisizioni di Oculus e WhatsApp (l’app di messaggistica ha portato un fatturato di 10,2 miliardi e perdite operative per 138,5 milioni). «Abbiamo opportunità di crescita sostanziali e intendiamo investire aggressivamente per capitalizzare su queste», ha detto il direttore finanziario David Wehner. E capitalizzare vuol dire fare aumentare ancora la base utenti. Nei tre mesi a settembre gli user attivi sono aumentati di 33 milioni a 1,35 miliardi. Su base giornaliera, gli utenti attivi sono aumentati di 35 milioni, il 4,2% in più dal secondo trimestre e il rialzo maggiore dal secondo trimestre 2013, a 864 milioni contro i 728 milioni dell’anno scorso. Questo significa che il 64% degli utenti si connette quotidianamente, una percentuale notevole e in aumento ogni giorno.

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