Italiani Sempre Più 130110090923
ECONOMIA 30 Ottobre Ott 2014 1142 30 ottobre 2014

Crisi, Istat: 28,4% degli italiani a rischio povertà

Indigenza ed emarginazione sociale più diffuse al Sud (46,2%) e tra le famiglie con tre o più figli.

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Italiani sempre più poveri.

Nel 2013 il 28,4% delle persone residenti in Italia è risultato a rischio povertà o esclusione sociale, secondo la definizione adottata nell'ambito della strategia Europa 2020.
È quanto emerge dall'indagine dell'Istat «su reddito e condizioni di vita» condotta su 18.487 famiglie (44.622 individui), rilevando i redditi netti familiari e numerosi indicatori delle condizioni economiche delle famiglie nel 2013.
INDICE IN CALO RISPETTO AL 2012. Rispetto al 2012, l'indice è calato di 1,5 punti percentuali a seguito della diminuzione della quota di persone in famiglie gravemente deprivate passata dal 14,5% al 12,4%.
È rimasto invece stabile il valore inerente persone in famiglie a rischio povertà (19,1%) mentre è aumentato in modo lieve il dato che riguarda chi vive in famiglie a bassa intensità lavorativa (dal 10,3% all'11,0%).
A soffrire maggiormente per gli effetti della crisi è il Sud, così come ha rilevato il rapporto Svimez.
Anche i dati raccolti dall'Istat hanno confermato che i rischi di povertà o esclusione sociale sono più elevati tra i residenti del Mezzogiorno (46,2%), nonostante l'indice sia calato del 3,7% rispetto all'ultima rilevazione.
Le statistiche hanno sottolineato che il pericolo di vivere in una situazione di indigenza o emarginazione è alto tra i componenti di famiglie numerose (39,8%), con tre o più figli (43,7%), soprattutto se minori (45,4%) o con un solo reddito (46,1%).
DIMINUISCE RISCHIO PER ANZIANI SOLI. Nel 2013 le condizioni di povertà o esclusione sociale sono diminuite dal 38,0% al 32,2% tra gli anziani soli. Per le famiglie con un solo genitore il valore si è attestato al 38,3% dal 41,7%. L'indice è passato dal 24,3% al 21,7% per le coppie con un figlio, tra le famiglie con un minore si è registrata una diminuzione dal 29,1% al 26,8% e in quelle con un anziano il dato è sceso dal 32.3% al 28,9%. Inoltre l'Istat ha rilevato un peggioramento tra le famiglie con tre o più figli: dal 39,8% l'indice è salito al 43,7%.
METÀ DELLE FAMIGLIE HA REDDITO NETTO SOTTO 24 MILA EURO. Secondo l'Istituto di statistica poi la metà delle famiglie residenti in Italia ha percepito, nel 2012, un reddito netto non superiore a 24.215 euro l'anno (circa 2.017 al mese). Nel Sud e nelle Isole il 50% delle famiglie guadagna meno di 19.955 euro (circa 1.663 euro mensili). Il reddito mediano delle famiglie che vivono nel Mezzogiorno è pari al 74% di quello delle famiglie residenti al Nord, per il Centro il valore sale al 96%.Il 20% più ricco delle famiglie percepisce il 37,7% del reddito totale, al 20% più povero spetta il 7,9%.

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