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L'INTERVENTO 31 Ottobre Ott 2014 1200 31 ottobre 2014

Conti Italia, Visco: «Bene il graduale riequilibrio»

Il governatore della Banca d'Italia invita a usare «flessibilità nel patto di stabilità».

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Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco.

Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, ha apprezzato la decisione del governo di Matteo Renzi di «rendere più graduale il processo di riequilibrio dei conti pubblici». Soprattutto vista la fase recessiva che il nostro Paese sta affrontando.
Secondo Visco, però, ora serve «la rapida definizione di tutti gli aspetti di questa strategia» per «innalzare il potenziale di sviluppo dell'Italia».
STIMOLARE GLI INVESTIMENTI. Il governatore di Bankitalia ha poi spiegato che «l'interesse degli investitori per i titoli italiani deve tornare a mostrare chiari segnali di ripresa per evitare che la bassa crescita finisca per riflettersi sulle loro valutazioni». E ha detto che «le favorevoli condizioni finanziarie» del 2014 potrebbero «svanire in maniera repentina».
MENO PRESTITI ALLE FAMIGLIE. Per quanto riguarda la crescita dei prestiti alle famiglie, Visco ha spiegato che «è rimasta contenuta nell'area euro», ed è stata «lievemente negativa in Italia». Anche se, secondo quanto ha chiarito il governatore della Banca d'Italia, la crescita per i prestiti alle imprese «è proseguita pur attenuandosi la contrazione».
RIVITALIZZARE LA DOMANDA. Secondo Visco, inoltre, le «potenziali carenze di capitale» emerse nell'esame Bce «riguardano due banche (Mps e Carige, ndr) le cui difficoltà sono in ampia misura l'eredità di episodi passato di mala gestio che la Banca d'Italia in stretto raccordo con l'autorità giudiziaria, ha contribuito a portare alla luce».
Quindi, il numero uno dell'istituto di Via Nazionale, ha detto che «per riavviare un circolo virtuoso tra attività economica e credito è indispensabile rivitalizzare la domanda per investimenti, in un contesto reso ad essi più favorevole dalla prosecuzione di una coerente opera di riforma della società e dell'economia».
STRESS TEST «UTILI». Tuttavia, per Visco l'esame della Bce sulle banche «è stato un esercizio utile», tanto che ha parlato di «un confronto complesso, a volte caratterizzato da valutazioni contrastanti». Anche se, ha spiegato, sulle banche italiane «ha inciso un'economia» che ha avuto «uno fra i peggiori andamenti in Europa» negli ultimi anni.
Le carenze di capitale per gli istituti di credito, secondo il governatore della Banca d'Italia «confermano nell'insieme» le stime di un anno fa del Fondo monetario internazionale e di Via Nazionale (si parlava di 6-14 miliardi di euro a fronte dei 9,7 indicati dalla Bce prima degli aumenti di capitale del 2014).
SFRUTTARE LA FLESSIBILITÀ. Eppure Visco non ha dimenticato di evidenziare, per spiegare che sono consentite «deviazioni temporanee dagli obiettivi di bilancio in caso di eventi fuori controllo e recessioni severe», ha ricordato come il «Consiglio Ue di giugno sottolineato l'importanza di sfruttare 'al meglio' la flessibilità già ora insita nel patto di Stabilità».
Poi ha suggerito che «le banche italiane si rafforzino per finanziare adeguatamente l'economia»: «Il loro modello di attività, incentrato sull'intermediazione diretta del risparmio piuttosto che su investimenti in attività finanziarie complesse e opache, può ben servire allo scopo», è stata la tesi del governatore di Bankitalia «però deve essere rivisitato e irrobustito».

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