Milano Expo 141031174932
COUNTDOWN 31 Ottobre Ott 2014 1749 31 ottobre 2014

Expo, a 6 mesi dall'evento «costruito come due torri Eiffel»

Milano, finito l'80% dei lavori; 1.020 imprese, 1.800 persone e 43 Paesi coinvolti. 

  • ...

A Milano il mega-cantiere lavora senza sosta per terminare le opere per l'Expo, al via il 1° maggio 2015.

Da mesi Milano è un enorme cantiere. In vista dell'Expo, al via il primo maggio 2015, i lavori continuano a ritmo veloce, in modo che sia tutto pronto al momento del taglio del nastro.
Dopo polemiche e ritardi, il commissario dell'Expo Giuseppe Sala ha annunciato il completamento «dell'80% dei lavori di infrastrutturazione» e ora stiamo seguendo i paesi che sono in ritardo.
«A oggi abbiamo montato 12.500 tonnellate di carpenteria, quasi due volte la torre Eiffel», ha spiegato Romano Bigozzi, il decano del cantiere, probabilmente la persona più adatta per fare un punto sui lavori di Expo a sei mesi esatti dall'inaugurazione.
SI LAVORA FINO A 24 ORE AL GIORNO. Nel cantiere lavorano circa 1.050 imprese e 1.800 persone. «Una Beirut», secondo Bigozzi.
I turni sono molto serrati: nella parte dove le realizzazioni sono più indietro si lavora 24 ore al giorno. Questo succede al Padiglione Italia e del Cardo, la strada che attraversa il complesso da Nord a Sud per una lunghezza di 450 metri. Sul resto del cantiere i turni sono di 20 ore: intorno al Decumano, la via lunga 1.700 metri che attraversa il sito da Est a Ovest, sono avviate le costruzioni dei padiglioni delle singole nazioni: già delineata la struttura a rombi di legno del Cile, o lo scheletro in metallo di quella d'Israele.
RECORD DI 53 NAZIONI CON UN LORO EDIFICIO Nel mega-cantiere sono al lavoro 46 Stati sono già al lavoro, ma si parla di almeno 53 Paesi con un loro edificio, stabilendo così un record assoluto per un'esposizione universale.
L'obiettivo è che concludano tutto entro la fine di marzo 2015, inclusi gli allestimenti interni. Presenti lungo il decumano, completamente ricoperto da vele per coprire i visitatori dal sole e dalle intemperie, ci sono anche i 9 cluster in cui sono ospitate le nazioni senza edificio, divise in base a un tema specifico, come il caffè o le spezie. Non mancano, ovviamente, i servizi come i ristoranti e i caffé, loro stessi vetrina del buon cibo italiano agli occhi del mondo.
ALBERO DELLA VITA SÌ O NO? All'ingresso Ovest, si intuiscono le forme dell'Expo center, sede degli uffici di rappresentanza e di sale congressi e del Padiglione zero, sorta di 'museo' incentrato sul tema dell'Expo, 'Nutrire il pianeta - energia per la vita'. A buon punto anche l'anfiteatro per gli spettacoli all'aperto il lago, dotate di 60 colonnine per gestire i getti d'acqua, e un'arena in grado di contenere 10 mila persone. Ancora dubbio il collocamento, al centro del lago, dell'Albero della vita, una struttura di 35 metri che dovrebbe essere l'icona del Padiglione Italia, ma che è stato soggetto di numerose polemiche.
«GRAZIE AL CANTIERE AZIENDE NON HANNO CHIUSO». A oggi, come ha fatto notare Bigozzi, sono state finite 180 mila metri quadrati di strade finite, cioè quanto una dozzina di chilometri di autostrada. Il decano dei lavori ha voluto ricordare che la maggior parte dei lavori sono stati svolti da aziende italiane. Per esempio, grazie all'ordinazione dei 400 mila chili di vernice utilizzati, l'azienda produttrice, che si trovava in notevoli difficoltà, «non ha chiuso e ha mantenuto tutti i dipendenti».
UN ESPERTO DELLE GRANDI OPERE. Romano Bigozzi di grandi opere ne sa qualcosa: da giovane ha preso parte alla costruzione della diga del Vajont, e da allora ha lavorato nei più grandi cantieri di tutto il mondo, inclusa l'alta velocità Milano-Bologna.
È entrato nel progetto Expo nel 2009, «quando qui era tutto erba» e ha man mano visto il cantiere animarsi, mattone dopo mattone. Nonostante una burocrazia lenta, «la difficoltà maggiore», il brutto tempo, le accuse di infiltrazioni di mafia e 'ndrangheta e alcune vicende politiche e giudiziarie, tutto sembra procedere a pieno ritmo. «Quando finiremo? Sicuramente il 30 aprile», ha sorriso, «ma anche qualche tempo prima. perché a un mese dall'apertura dovremo fare le prove».

Correlati

Potresti esserti perso