Economia 1 Novembre Nov 2014 1015 01 novembre 2014

L'auto? Diventa intelligente

Guida automatizzata, sedili che rilevano le funzioni cardiache, pneumatici intelligenti che rilevano le caratteristiche della strada.

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L'auto intelligente Sedili che rilevano le funzioni cardiache, pneumatici intelligenti che “leggono” le caratteristiche della strada, guida automatizzata: il mercato automobilistico è destinato a cambiare sensibilmente nei prossimi anni, legandosi sempre più al settore tecnologico e, perché no, a quello sanitario. Un recente studio di Euromonitor sottolineava come entro il 2050 il numero di persone con più di 65 anni saranno più numerosi dei bambini con non più di cinque anni: secondo le stime, la capacità di spesa dei cosiddetti “baby boomer” ormai anziani arriverà a 15.000 miliardi entro il 2020 e che già oggi le persone sopra i 65 anni comprano auto per 140 miliardi all’anno solo negli Stati Uniti, quindi non stupisce che le case automobilistiche puntino ad accaparrarsi una fetta, possibilmente ampia, di questo mercato. Se a questo si aggiunge il fatto che le nuove frontiere tecnologiche offrono opportunità che le case automobilistiche devono per forza cogliere per tenersi al passo con i tempi, non stupiscono gli sforzi per fare iniziare già ora il futuro dell’auto. Ecco come saranno le vetture dei prossimi decenni.

Sedili Ford in grado di rilevare la frequenza cardiaca. FORD E TOYOTA LAVORANO SU SEDILI E SENSORI. Al momento l’obiettivo principale è rendere le vetture sempre più sicure.Va in questo senso il lavoro di Ford Motor, che sta studiando sensori da installare nel sedile del guidatore per rilevarne eventuali irregolarità cardiovascolari e attivare un sistema auto- frenante in caso di malessere, per esempio un principio di infarto. I sensori, combinati a una piccola telecamera, monitorano i movimenti della testa e la pressione sul volante. «Osserviamo i mega-trend e osserviamo quello che i consumatori vogliono e per cui spenderebbero i propri soldi», ha detto Pim van der Jagt, direttore generale del Ford Research Center. Anche la giapponese Toyota Motor sta mettendo a punto qualcosa di simile e prevede di introdurre nei prossimi anni un sistema di sensori e scanner che   attivano allarmi sonori agli incroci più pericolosi, ai semafori e in caso di incidenti lungo la strada.

Audi studia il pilota automatico. AUDI E MERCEDES, AUTO SENZA CONDUCENTE. Google sta da tempo lavorando a vetture senza conducente, ma al momento non è chiaro se la società riuscirà a confermare le previsioni fatte nel 2012, quando il cofondatore Sergey Brin aveva parlato di un debutto entro cinque anni, quindi nel 2017. «Speriamo che i piani originari si possano avverare», ha detto Brin nei mesi scorsi. Nell’attesa, anche la casa automobilistica tedesca Mercedes-Benz sta lavorando a un proprio progetto in questo senso, in collaborazione con la Costa Transportation Authority. Simulazioni e i primi test sono iniziati alla Concord Naval Weapons Station, ex base militare costruita nel 1942 lungo il fiume Sacramento in California: «Insieme ai risultati dei test che saranno fatti su strade pubbliche, queste simulazioni ci aiuteranno a sviluppare auto autonome”, ha detto Axel Gern, numero uno di ricerca e sviluppo di Mercedes in Nord America. Anche Audi ha presentato di recente a Hockenheim un prototipo di auto senza conducente, la RS 7, esempio lampante dei progressi fatti su questo tipo di tecnologia.

Maurizio Boiocchi di Pirelli Tyre. PIRELLI E GOODYEAR E I PNEUMATICI INTELLIGENTI. Anche in Italia si lavora alle auto del futuro. Ci pensa per esempio Pirelli, che recentemente ha presentato al Politecnico di Milano Cyber Tyre, un sistema a sensori che rende i pneumatici capaci di analizzare l’asfalto, riconoscendone le caratteristiche e   condizioni e di conseguenza modulando l’aderenza al suolo e interagendo con i sistemi   di sicurezza installati a bordo della vettura. Secondo le previsioni arriverà sul mercato nel 2018, ma ne esiste già una versione per i veicoli commerciali chiamata CyberFleet. Anche l’americana Dunlop, marchio controllato da Goodyear Tire and Rubber, all’ultim Salone di Ginevra aveva presentato nuove gomme “intelligenti” dotate di un microchip   senza batteria in gado di comunicare a un computer di bordo dell’auto informazioni, per esempio sulla pressione e temperatura dei pneumatici.

Tesla punta sulla tecnologia touch. TESLA E HONDA SUL FRONTE DELLE “CONNECTED CAR”. Un fronte su le case automobilistiche sono già avanti è la connessione delle auto con smartphone e tablet. Un esempio è quello di Acura, la divisione lusso della giapponese Honda, che di recente ha presentato la 2015 Acura Tlx, dotata di un sistema che consente   per esempio di chiedere all’auto di scrivere un messaggio di testo sull’iPhone collegato sul cruscotto. Anche il gigante delle auto elettriche Tesla Motors ha stretto un accordo   con la francese Orange Business Services per servizi di connettività delle vetture Tesla in Francia. Quello delle "connected car” è un mercato destinato a espandersi rapidamente e   le maggiori case automobilistiche ne sono consapevoli: «Cinque o sei anni fa le dotazioni tecnologiche di una vettura non erano neppure tra le venti caratteristiche richieste dai potenziali clienti, ora sono tra i primi cinque fattori che determinano la scelta», ha detto Stefan Cross, portavoce di General Motors, che ha aggiunto ai nuovi modelli hot spot Wi- Fi per la connessione a internet. Lo stesso ha fatto Chrysler Group sulle nuove Dodge Viper e Ram 1500: sono dotate di accesso wireless in collaborazione con l’operatore   telefonico Sprint.

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