Trattamento Fine Rapporto 141101102742
ECONOMIA 1 Novembre Nov 2014 1000 01 novembre 2014

Tfr in busta paga per il 18% dei lavoratori

Il 67% lo lascerà in azienda. E solo il 10% lo investirà in acquisti. Sei imprese su 10 a rischio liquidità.

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Un modello di trattamento di fine rapporto.

Meno di due lavoratori su 10 (il 18%) avrà il Tfr in busta paga, a fronte del 67% che invece continuerà a lasciarlo in azienda.
È quanto emerso il primo novembre da un sondaggio Confesercenti-Swg.
A scegliere di usufruire della possibilità offerta dalla legge di Stabilità, soprattutto chi ha tra i 35 e i 44 anni (21%), seguiti dai più giovani fra 18 e i 24 (19%). A lasciarlo in azienda i lavoratori più vicini alla pensione: non lo toccheranno quelli tra i 55-64 anni (72%) e tra 45-54 (70%).
IL 44% NON SA COME UTILIZZARLO. Tra i lavoratori che hanno intenzione di richiedere il Trattamento di fine rapporto, la maggior parte è ancora incerta su come utilizzare la liquidità in più (44%), mentre il 17% la investirà soprattutto in forme di risparmio alternative. Il 16% punta a pensioni integrative e il 13% dice che userà la somma per saldare pagamenti e debiti pregressi. La percentuale sale al 36% tra i giovani compresi tra i 18 e i 24 anni. Solo il 10% investirà il Tfr in acquisti.
LA PAURA DELLE IMPRESE. Secondo Confesercenti-Swg il 64% degli imprenditori teme che, se tutti o la maggior parte dei dipendenti, scegliessero di avere il Tfr su base mensile, l'impresa avrebbe difficoltà con la liquidità disponibile, a fronte di un 36% che, invece, non avrebbe problemi. Gli ostacoli nascono dagli impedimenti che le imprese incontrano nell'ottenere prestiti dal canale bancario, segnalati dal 66% degli imprenditori.

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