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CRISI 3 Novembre Nov 2014 2045 03 novembre 2014

Ideal Standard, niente accordo e dipendenti in mobilità

L'azienda: alla società non sono stati presentati progetti di rilancio. I sindacati: è uno schiaffo.

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Uno stabilimento della Ideal Standard.

Niente proroga della Cassa integrazione in deroga per i 398 lavoratori della Ideal Standard di Orcenico, che sono stati messi in mobilità. L'azienda, dopo un incontro al ministero del Lavoro, ha diffuso una nota in cui ha spiegato come le discussioni svolte lunedì 3 novembre non abbiano condotto «agli esiti sperati, e Ideal Standard ha firmato un verbale di non accordo sull'istanza per la proroga della Cassa integrazione in deroga».
«RAMMARICO» DA PARTE DELL'AZIENDA. L'azienda ha espresso «estremo rammarico» per la decisione che ha «dovuto prendere», spiegando che la scelta è maturata dopo la mancata presentazione alla società negli «ultimi mesi dei progetti di reindustrializzazione (piano industriale e commerciale) del sito di Orcenico». L'azienda «non ha quindi potuto valutare la compatibilità di questo annunciato con il proprio piano industriale di 15 mesi fa, l'unico che assicura sostenibilità della presenza produttiva in Italia, a Trichiana e Roccasecca».
I SINDACATI: «UNO SCHIAFFO». I sindacati hanno denunciato quello che considerano «un atto gravissimo e irresponsabile», «uno schiaffo alle istituzioni, alla politica e al territorio, cui rispondiamo con mobilitazione di massa e presidio permanente», ha detto Franco Rizzo, segretario Chimici della Cisl Fvg. «L'azienda si è dichiarata indisponibile alla richiesta del ministero per un tavolo di confronto il 7 novembre sulla reindustrializzazione del sito, e ha richiesto invece la disponibilità a smontare subito gli impianti. Scelta insostenibile. A questo punto, è stata revocata l'istanza di Cassa in deroga e i licenziamenti hanno efficacia dal 31 ottobre, per i lavoratori che hanno espresso la non contrarietà. Ora è il momento di una risposta ferma del territorio, che non può accettare un simile diktat».
PANARITI: «RESPONSABILITÀ NEGATIVA DELL'AZIENDA». L'assessore al Lavoro della Regione Friuli Venezia-Giulia Loredana Panariti ha detto che l'azienda si è assunta «una forte responsabilità negativa per il futuro dell'area, e per la tenuta del tessuto sociale già fortemente in difficoltà» a causa della crisi. Panariti ha spiegato che l'atteggiamento dell'azienda, che non è intervenuta direttamente al tavolo ma ha inviato un consulente, «lascia amareggiati, specie di fronte alla disponibilità dimostrata da Regione, organizzazioni sindacali e ministero per trovare uno spazio di negoziazione».
SFUMATA L'IPOTESI COOPERATIVA. Tutte le lettere di licenziamento sono già partite ed è così sfumata l'ipotesi che la neocostituita cooperativa ceramiche Ideal Scala subentrasse nella gestione dello stabilimento. Eppure la trattativa sembrava praticamente conclusa fino a pochi giorni fa, tanto che lo stesso viceministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, intervenendo a Udine il 31 ottobre, aveva espresso parole rassicuranti, indicando «strumenti di supporto» come «l'internazionalizzazione» e la possibilità di intercettare «flussi di investimento esteri».

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