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ECONOMIA 3 Novembre Nov 2014 0615 03 novembre 2014

Mps, ricapitalizzazione da 2 miliardi dopo gli stress test

La banca rifiuta gli aiuti di Stato. Progetto in cda il 5. Anche Axa dà sostegno. Titolo ancora giù in Borsa.

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Palazzo Salimbeni, sede di Mps a Siena.

Monte dei Paschi di Siena verso l'aumento di capitale. È questa la strategia scelta dall'istituto di credito toscano per coprire il deficit patrimoniale di 2,1 miliardi di euro emerso dagli esami della Banca centrale europea (escluse le misure che farebbero entrare il Tesoro nella compagine azionaria).
Dopo la settimana drammatica in cui il titolo ha perso in borsa il 40%, Mps vuole dare qualche certezza ai mercati, chiarendo quali sono le sue intenzioni sul capital plan che dovrà presentare entro il 10 novembre all'Eurotower.
LA BANCA CERCA SOLIDITÀ. Il progetto di capital plan - Bankitalia, Bce e Tesoro sono al lavoro - deve essere esaminato dal consiglio di amministrazione mercoledì 5 novembre e contiene «ulteriori misure non diluitive e non onerose per la banca, tra cui la cessione di asset finanziari, volte a rafforzarne ulteriormente il profilo patrimoniale, la cui solidità è peraltro già stata attestata dall'ampio superamento dell'Aqr» cioè l'esame degli attivi condotto da Francoforte e superato dalla banca, bocciata invece negli stress test, cioè nelle simulazioni di resistenza a uno scenario del ciclo economico estremamente negativo.
VERSO LA RICAPITALIZZAZIONE. Per coprire l'aumento è già pronto un consorzio di garanzia che vede in campo molte delle banche che hanno garantito la ricapitalizzazione da 5 miliardi a giugno.
Tra i nomi che circolano, oltre a quelli degli advisor Ubs e Citigroup, ci sono Goldman Sachs, Ubs, Barclays, Mediobanca, Morgan Stanley, Jp Morgan e Société Générale.
AXA PARETECIPA ALL'AUMENTO. Anche il gruppo assicurativo francese Axa ha comunicato con una nota la sua intenzione di partecipare alla ricapitalizzazione.
IL TITOLO SALE IN BORSA. L'ipotesi dell'aumento, a solo cinque mesi da quello di giugno che, secondo quanto detto allora dal presidente Alessandro Profumo avrebbe dovuto condurre Mps in un «porto sicuro», ha dato un'iniezione di fiducia al titolo dell'istituto senese in Borsa.
Per l'auemtno di capitake si attende intanto il sostegno della Fondazione che, per bocca del presidente Marcello Clarich, ha detto che «quando la barca è in difficoltà la regola vuole che si stia vicini al timoniere», pur tra i mal di pancia di alcuni consiglieri.

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