Economia 3 Novembre Nov 2014 1150 03 novembre 2014

Polizze vita: il rendimento va in tasse

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La polizza vita con la legge di stabilità del governo Renzi perde gran parte dei benfici fiscali. Non bastava aumentare le tasse sui fondi della previdenza complementare, sottraendo così a molti lavoratori oltre il 10% delle loro future pensioni integrative. Nelle pieghe della Legge di Stabilità del governo Renzi, c'è un'altra misura che mette pesantemente le mani in tasca ai risparmiatori italiani. A essere colpiti sono coloro che ereditano dai genitori, oppure da parenti o amici defunti, una somma di denaro investita in una polizza sulla vita. Il capitale maturato con questi prodotti assicurativi perde gran parte delle agevolazioni fiscali di cui gode oggi e sarà sempre soggetto a un prelievo fino al 26% sui rendimenti maturati. Ecco come si realizzerà questa nuova stangata. 1. I RENDIMENTI ADESSO SONO TASSATI Attualmente, è bene ricordarlo, chi investe una somma di denaro in una polizza sulla vita a capitalizzazione (cioè nei contratti del Ramo I e in quelli del Ramo III come le unit e index linked) paga le imposte sui rendimenti maturati soltanto quando decide di farsi liquidare dalla compagnia il capitale. Se però la polizza non viene mai riscattata dall'assicurato prima di morire, i soldi investiti passano automaticamente agli eredi o ai beneficiari indicati nel contratto e il capitale maturato (compresi i rendimenti) è del tutto esente da imposte: chi riscatta la polizza, insomma, non paga né l' irpef, né la tassa sulle rendite finanziarie e neppure l'imposta di successione. Nulla di nulla. Dal 2015, se il testo della Legge di Stabilità non verrà modificato, le cose invece cambieranno. Il rendimento delle polizze verrà cioè tassato in capo agli eredi come se l'assicurato fosse ancora in vita e avesse deciso di riscattarlo. L'aliquota applicata sui guadagni della polizza sarà pari al 12,5%, per la parte di portafoglio investita nei titoli di stato e al 26% per la quota di patrimonio destinata invece ad altri strumenti finanziari come le azioni e le obbligazioni. 2. IL CASO: 50 MILA EURO VERSATI 20 ANNI FA Poiché molte polizze vita impiegano di solito quasi 60% del capitale nei titoli di stato, l'aliquota media applicata sui rendimenti sarà quasi sempre a metà strada tra il 12,5 e il 26%, cioè attorno al 18%. Ecco dunque esempio concreto di cosa potrebbe accadere in futuro quando giungerà in porto la misura contenuta nella Legge di Stabilità. Si prenda il caso di un risparmiatore che, volendo lasciare un capitale per gli eredi, 20 anni fa abbia versato 50 mila euro (circa cento milioni delle vecchie lire) in una polizza sulla vita a capitalizzazione. Se il prodotto scelto è un contratto del Ramo I che investe per lo più sui titoli di stato e rende di solito attorno al 3% all'anno, il capitale lordo maturato dall'investitore dopo 4 lustri è pari ad almeno 90mila euro, con un guadagno complessivo di 40mila euro. Nel caso di un decesso improvviso dell'assicurato, oggi questa somma finisce pari pari in tasca agli eredi o ai beneficiari della polizza indicati nel contratto, senza un centesimo di tasse da versare. Dal prossimo anno, invece, chi incassa la stessa cifra dovrà lasciare al fisco almeno il 18% circa dei rendimenti maturati, cioè 7-8mila euro. Quasi un decimo del capitale, insomma, se ne andrà in tasse. 3. QUALI SONO LE AGEVOLAZIONI RIMASTE Va tuttavia ricordato che, anche dopo il varo della legge di Stabilità, le polizze sulla vita a capitalizzazione non perderanno tutte le agevolazioni fiscali di cui godono. Innanzitutto, i contratti del Ramo I resteranno esenti come oggi dall'imposta di bollo, cioè dal balzello introdotto dal governo Monti nel 2102, che colpisce tutti i prodotti finanziari venduti in Italia come i bond, le azioni o i fondi e che ogni anno costringe gli investitori a girare al fisco lo 0,2% del capitale investito, indipendentemente dai rendimenti ottenuti. Non viene eliminata neppure l'esenzione delle polizze vita (sia quelle del Ramo I che quelle del Ramo III) dalle imposte successorie. Se l'assicurato passa a miglior vita prima di aver riscattato le somme investite, chi eredita il capitale continuerà a non pagare le tasse di successione.

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