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MAMBO 4 Novembre Nov 2014 1044 04 novembre 2014

Lavoro, Renzi-Cgil-Fiom: perché lo scontro è sbagliato

Troppi errori e tensioni. Sia del governo sia dei sindacati. Così ci rimette solo l'Italia.

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Il premier Matteo Renzi sul palco dell'Aib a Brescia.

Chi ci governa dovrebbe evitare di evocare complotti, gufi, rematori contro, piani di destabilizzazione.
La differenza fra un governo democratico e uno autoritario è che il primo accetta e subisce la pressione - comunque sia manifestata, purché legalmente - delle opposizioni, mentre il secondo chiama a raccolta contro il nemico interno.
In verità non c'è stato premier democratico che negli ultimi decenni non abbia invocato per sè l'indulgenza a causa di una opposizione troppo severa e risoluta.
E Renzi ha continuato su questo solco, addirittura con parole inquietanti, o almeno lo sarebbero state se le avesse pronunciate un leader di destra.
SI DEVONO ACCETTARE LE CRITICHE. Che cosa vuol dire che c'è un complotto per dividere il Paese usando il lavoro?
Il premier pensa a un mondo unificato con dentro lavoratori e imprenditori. Si può accettare come piano di discussione, anche se appare troppo corporativo, nel senso storico del termine.
Renzi deve - scrivo 'deve' - accettare che vi sia chi ha un'altra visione, perché crede alla lotta di classe (è diventato un reato?), ovvero perché presuppone che il comune fine della produttività non faccia venir meno la differenza fra un salariato e chi paga salari.
Anche gli imprenditori di Brescia non vorranno essere considerati al pari dei loro operai, spesso nel passato lo sono stati e mai vorrebbero tornare ad esserlo.
La tesi del complotto contro il lavoro è stupida quanto quella del governo Renzi come peggior governo della Repubblica sostenuta dai suoi oppositori.
IL DERBY INDECENTE CHE AFFOSSA L'ITALIA. La quantità di cretinate che stiamo ascoltando in questi giorni fa pensare che, se non intervengono un po' di calma e lucidità, l'Italia diventerà luogo di un indecente derby di tipo calcistico piuttosto che un Paese in cui il conflitto si svolge in nome di interessi e visioni differenti, che tuttavia puntano al benessere degli italiani.
Se per il sindacato ormai alzare i toni è il tentativo disperato di raggruppare forze che in questi anni sono scappate via di fronte all'accidia dei confederali, per un leader di governo che vuole svolgere un ruolo di traino sull'Occidente reagire con tanto nervosimo e con tante parole fuori luogo è un errore capitale.
So bene che Renzi fa tutto da solo, che non accetta consigli, che è in una fase di onnipotenza (evito deliberatamente di scrivere di 'delirio di onnipotenza'), ma deve anche pensare a salvaguardarsi.
Il rischio è di finire prim'attore in un interminabile talk show che tanti vedono per qualche minuto annoiati dal sentire sempre le stesse cose, le stesse battute, le stesse liti.
Se è questo che passa il convento allora è meglio X Factor.

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