Economia 4 Novembre Nov 2014 1303 04 novembre 2014

Ue, Pil in ribasso del 0,4% nel 2014

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Commissione europea E' di nuovo allarme conti per l'Italia. Dopo i dati negativi arrivati dall'Istat, che vedeva una debole ripresa e nessun effetto dell a manovra Renzi sul biennio 2015-2016. A seguire è arrivato il monito di Bankitalia sulle pensioni, a rischio riduzione con il Tfr in busta paga. In questo clima di incertezza è arrivata come un macigno la previsione della Commissione Ue sull'Italia e sull'Eurozona in generale. IL DEBITO NEL 2014 CRESCERA' DEL 132,2%. Nel 2013, grazie al nuovo metodo di calcolo, il debito italiano è sceso a 127,9%, ma secondo un documento pubblicato il 4 novembre «il surplus primario è ancora insufficiente a tagliarne la crescita nel 2014, a causa del Pil piatto e dei pagamenti dei debiti della Pa» e quindi sale a 132,2% per raggiungere il «picco» nel 2015 a 133,8%. IL DEFICIT ITALIANO TORNA A CORRERE. La Commissione Ue ha rivisto anche al rialzo il deficit italiano che sale al 3% nel 2014, e scende a 2,7% nel 2015 «dopo aver incorporato la Legge di stabilità e le misure addizionali annunciate il 27 ottobre, e sostenuto dal calo della spesa per interessi». Quello strutturale sale a 0,9% nel 2014, per scendere a 0,8% nel 2015 e salire all'1% nel 2016. Brutte novità per quanto riguarda anche le stime di crescita. LE STIME SUL PIL SONO AL RIBASSO La Commissione ha rivisto al ribasso le stime di crescita dell'Italia: -0,4% nel 2014, con una «tiepida ripresa» nel 2015 stimata a 0,6% e dovuta all'«accelerazione della domanda esterna». Eventuali «rischi al ribasso sono legati all'ulteriore slittamento della domanda esterna», si legge nelle stime autunnali di Bruxelles. Il tasso di disoccupazione italiano «resta elevato ai suoi livelli storici» e si riflette «nell'attività economica depressa» secondo la Commissione Ue che prevede una disoccupazione al 12,6% per il 2014 e 2015. LA LENTA RIPRESA IN EUROZONA. Secondo l'Unione europea «la ripresa iniziata nel 2013 resta fragile, lo slancio in molti Stati membri è ancora debole, la fiducia più bassa che in primavera e nonostante le migliori condizioni finanziarie, la ripresa nel 2015 sarà lenta sia nella Ue che nella zona euro. La crescita della Germania è definita «deludente ma con miglioramenti in vista» nelle previsioni economiche della Commissione. Per il 2015  è previsto l'aumento del Pil a +1,1% (ridotto rispetto al 2014, +1,3%) e  a +1,8% nel 2016. Il Paese resta in surplus, mentre il debito continuerà a calare: 745,5% nel 2014, 72,4% nel 2015 e 69,6% nel 2016.

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