Monte Paschi 141103061522
AZIENDE 5 Novembre Nov 2014 2006 05 novembre 2014

Mps, approvato l'aumento di capitale

Operazione da 2,5 mld per far fronte al deficit patrimoniale emerso negli esami della Banca centrale europea.

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Palazzo Salimbeni, sede di Mps a Siena.

Il consiglio d'amministrazione di Mps ha approvato l'aumento di capitale di 2,5 miliardi proposto dall'amministratore delegato Fabrizio Viola. L'obbiettivo, ha spiegato una nota dell'azienda, è far fronte al deficit patrimoniale emerso negli esami della Banca centrale europea.
ESEGUITO NEL 2015. L'aumento di capitale «sarà eseguito nel 2015» ed «è assistito da un accordo di pre-garanzia» con un pool di banche composto tra gli altri da Ubs, Citi, Mediobanca e Goldman Sachs. Grazie a quest'operazione, Mps rimborserà «integralmente» e «in anticipo» rispetto alla scadenza gli 1,07 miliardi di Monti bond ancora in portafogli.
Alla Bce spetta però l'ultimo via libera al capital plan approvato dal board della banca senese.
PROFUMO: «SIAMO SODDISFATTI». «Siamo soddisfatti» sono le uniche parole del presidente Alessandro Profumo all'uscita da Rocca Salimbeni. In realtà il piano è abbastanza complesso perché oltre all'aumento di capitale è prevista la cessione di partecipazioni no core e attivi del portafoglio per circa 220 milioni. Nel piano che il Monte ha dovuto predisporre dopo la bocciatura da parte della Bce negli stress test e nella Aqr è prevista anche la richiesta di mitigazione del deficit per un ammontare pari alla differenza positiva tra gli utili operativi stimati per il 2014 e i medesimi valori stimati nello scenario avverso, che hanno contribuito alla bocciatura della Bce. La mitigazione richiesta è per circa 390 milioni e, come ha spiegato la nota di Mps, «trova fondamento nelle regole si svolgimento dell'esercizio» anche se la valutazione deve essere necessariamente approvata da Francoforte.
610 MILIONI AGGIUNTIVI. Mps è assistita come advisor da Ubs e Citi mentre nel consorzio di pregaranzia Ubs agirà in qualità di global coordinator e joint bookrunner. Citi, Goldman Sachs e Mediobanca agiranno in qualità di co-global coordinators e joint bookrunners. Del consorzio fanno parte anche Barclays, BofA Merrill Lynch, Commerzbank, Deutsche Bank e Société Générale. Nella nota diffusa domenica 2 novembre con l'annuncio dell'aumento di capitale, il Monte aveva parlato di «copertura integrale» dei 2,1 miliardi indicati dalla Bce. In realtà la cifra non poteva essere così precisa, anche per non correre il rischio in caso di ulteriori problemi dei mercati finanziari e della situazione economica, di dover fare ulteriori aggiustamenti a breve. E in effetti oltre ai 2,5 miliardi cash di aumento di capitale il capital plan prevede le altre due azioni (la vendita delle partecipazioni e la mitigazione del deficit patrimoniale), che dovrebbero consentire al bilancio di Mps di contare su altri 610 milioni.
I SOCI VERSO L'ADESIONE. Ora resta da capire come reagiranno i soci storici della banca anche se Axa (3,72%) ha già annunciato l'intenzione di aderire alla ricapitalizzazione. Lo stesso dovrebbero fare i fondi Btg Pactual (2,5%) e Fintech (4,5%), soci nel patto parasociale della Fondazione Mps (2,5%). Lo stesso ente, guidato da Marcello Clarich difficilmente potrà non aderire all'aumento e il 4 novembre ha già nominato l'advisor per valutare l'operazione (Credito Fondiario). «La banca», conclude la nota, «privilegerà quelle soluzioni che consentiranno un 'ottimizzazione dell' uso del capitale tenendo conto delle opzioni strategiche che verranno per tempo individuate». Una frase che sembra lasciare aperte anche eventuali altre soluzioni per il futuro.
LA PROPOSTA DI NIT HOLDING «NON VALUTABILE». Per quanto riguarda l'offerta di Nit Holding, Mps intanto fa sapere che la proposta della società di Singapore «non è caratterizzata da sufficienti elementi di chiarezza che ne consentano una valutazione da parte del consiglio di amministrazione».

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