Economia 6 Novembre Nov 2014 1240 06 novembre 2014

Murdoch vuole meno news e più immobiliare

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Rupert Murdoch, chairman and chief executive officer di News Corp. Superiore alle attese e con qualche sorpresa. La trimestrale di News Corp del magnate dei media Rupert Murdoch si è chiusa con profitti in crescita grazie all’editoria libraria e alle attività digitali nel real estate e nella scolastica, il fatturato complessivo è aumentato del 4% circa e, sulla scia del bilancio, il titolo ha recuperato terreno a Wall Street rispetto al -15% messo a segno da inizio anno con un balzo vicino al 4%. Tuttavia ci sono alcuni punti deboli nei conti: la divisione che si occupa di notizie e informazione, ovvero quella che genera circa due terzi del giro d’affari di News Corp, ha registrato un ribasso del fatturato del 3%, schiacciata dal continuo calo della pubblicità. Per questo, guardando avanti, Murdoch punta alla diversificazione, con un occhio di riguardo proprio al real estate. Ecco cosa bisogna sapere dei conti di News Corp. 1. I CONTI TORNANO, GRAZIE AI LIBRI Come detto, la performance complessiva del gruppo non è stata negativa: i profitti sono saliti a 65 milioni dai 27 dello stesso periodo dell’anno scorso e il giro d’affari è aumentato a 2,15 miliardi di dollari, in entrambi i casi meglio di quanto avevano previsto gli analisti. A dare un impulso positivo ai conti sono state le attività nell’editoria libraria, che genera il 19% del fatturato totale del gruppo: le entrate sono salite del 24% a 406 milioni di dollari trainate dai marchi HarperCollins e Amplify Learning (+56% a 42 milioni). «L’ultimo trimestre dimostra che la strategia per orientare la nuova News Corp verso una crescita di lungo termine è saldamente sulla via giusta», ha detto durante la conference call con analisti e investitori l’amministratore delegato Robert Thomson. La nuova News Corp è quella nata a giugno 2013 dallo scorporo delle attività editoriali dagli asset media e intrattenimento, ora parte di 21st Century Fox: «Negli ultimi 15 mesi siamo arrivati lontano, anche se i giornali sono il punto focale delle attività non siamo più solo quello. E dobbiamo diversificare sempre di più», ha detto Thomson. 2. LE NOTIZIE SONO IL TALLONE D’ACHILLE Le sue parole non sono casuali, visto che le attività nell’informazione giornalistica, che comprendono quotidiani come il Wall Street Journal e il Times of London, hanno sofferto declini, con le entrate in ribasso del 3% a 1,45 miliardi di dollari e l’Ebitda in calo del 21%. Pesa il fatto che, sebbene la tiratura sia aumentata, gli abbonamenti e la pubblicità continuano a calare, con quest’ultima in discesa del 7%. La società cerca comunque di guardare al lato positivo e al fatto che ci sono stati alcuni passi avanti, sebbene isolati: il Wall Street Journal, per esempio, ha registrato miglioramenti tangibili sul fronte pubblicitario soprattutto nel settore finanziario e tecnologico, ha fatto notare Thomson. 3. LA SCOMMESSA DI MURDOCH: I SITI IMMOBILIARI A fare da traino al giro d’affari di News Corp sono stati anche i siti immobiliari, un campo su cui Murdoch sta scommettendo in modo deciso e intende continuare a farlo: il fatturato della divisione è salito del 24% a 112 milioni di dollari. Di recente il magnate australiano ha comprato il sito di annunci immobiliari Move per 950 milioni di dollari (l’offerta da 21 dollari per azione, un premio del 37%, è già stata approvata dal consiglio di amministrazione del sito). «La transazione accelererà l’espansione globale e digitale di News Corp», ha detto l’amministratore delegato Robert Thomson, spiegando che la società intende proseguire su questa strada. «Intendiamo usare le nostre piattaforme media e il nostro robusto contenuto per alimentare il traffico online e dar vita al sito immobiliare di maggior successo negli Stati Uniti», ha spiegato. La scelta non è casuale: secondo gli esperti il mercato pubblicitario sui siti di real estate arriverà a 14 miliardi nel 2014 e News Corp dovrebbe catalizzarne per il momento un 2%. 4. SCANDALO INTERCETTAZIONI: UN CAPITOLO ANCORA APERTO Un capitolo che Murdoch non riesce a chiudere è quello di News of the World, il tabloid chiuso nel luglio 2011 sotto il peso dello scandalo sulle intercettazioni illecite fatte per almeno cinque anni dai giornalisti per ottenere informazioni su personaggi noti e di potere. News Corp ha speso altri 14 milioni di dollari nell’ultimo trimestre per una serie di indagini collegate al tabloid: la cifra è inferiore ai 17 milioni sborsati nello stesso periodo dell’anno scorso e ai 169 milioni pagati nell’anno fiscale dello scandalo. Da quando la vicenda è emersa nel 2011, la società ha dovuto mettere a bilancio centinaia di milioni di dollari di costi collegati alle inchieste condotte in Gran Bretagna e per rispondere delle accuse di hackeraggio, corruzione e riciclaggio di denaro da parte dei giornalisti. Tutto questo anche se la società in se stessa, che ha sempre collaborato con le indagini, non è stata direttamente accusata.

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