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EDITORIALE 6 Novembre Nov 2014 1152 06 novembre 2014

Scusi Montezemolo, meglio viaggiare con Italo o Alitalia?

Il nuovo presidente della compagnia aerea è pure azionista di Ntv. Un palese conflitto di interessi.

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Luca Cordero di Montezemolo.

Chissà perché, ma alla notizia che Luca di Montezemolo è diventato presidente di Alitalia, viene in mente il «non capisco ma mi adeguo» che era uno dei tormentoni che il venditore di pedalò Maurizio Ferrini sciorinava nell'arboriano programma cult Quelli della notte.
UOMO GIUSTO AL POSTO GIUSTO. Sulla persona, nulla da dire. Anzi, pensiamo che l'ex presidente della Ferrari sia l'uomo giusto al posto giusto per promuovere l'immagine piuttosto offuscata di una compagnia che negli ultimi anni non ne ha azzeccata una, oltretutto scialacquando una montagna di denaro pubblico.
Ma siccome con l'ingresso degli arabi di Etihad si volta pagina, e l'idea è quella di farne un vettore che sia all'altezza della lussureggiante tradizione del made in Italy, Montezemolo che mastica comunicazione fin da quando aveva i calzoni corti può dare il suo decisivo contributo.
È ANCHE IL FONDATORE DI NTV. Ma c'è un però, che non è un dettaglio. Il nostro è anche importante azionista, nonché socio fondatore, di Ntv, la società nata nel 2006 con l'idea di rompere con Italo il monopolio di Trenitalia. Le cose, si sa, non sono andate proprio come si aspettava, onestamente anche per un poderoso boicottaggio del colosso pubblico che non ha lesinato a difendere la sua rendita di posizione.
Comunque, forte anche di una recente sentenza dell'Autorità dei trasporti che le ha ridotto l'affitto pagato per usare i binari delle Ferrovie, Ntv continua a far correre i suoi treni lungo le dorsali della penisola. E Montezemolo continua a esserne, oltre che padre nobile, socio di riferimento.
PER FORTUNA NON È PIÙ IN FERRARI. Ora, siccome con l'arrivo dell'alta velocità aerei e treni sono diventati acerrimi competitori, ci pare di ravvisare nella nomina al vertice della compagnia di bandiera un palese conflitto di interessi. Che non va bene in assoluto, ma che rischia anche di nuocere alle due aziende e che si riassume in una semplice imbarazzante domanda: dottor Montezemolo, ma se lei dovesse consigliare su come spostarsi mettiamo da Milano a Roma, suggerirebbe Italo o Alitalia? È evidente che, qualunque sia la sua risposta, a meno che non dica di viaggiare in macchina (e per fortuna non è più presidente di Fiat e Ferrari) la scelta di un operatore penalizza inevitabilmente l'altro.
MAGARI GLI ARABI COMPRERANNO ITALO. Siccome Montezemolo è uomo intelligente, avrà subito rilevato il conflitto di interessi in cui si trova. E magari in cuor suo avrà pensato a come risolverlo. Scenderà da Italo per prendere l'aereo? O, per tagliare la testa al toro, convincerà i suoi amici arabi a comprarsi anche il primo?

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