Economia 6 Novembre Nov 2014 1823 06 novembre 2014

Tlc, operatori pronti a investire 150 miliardi

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Un piano d'investimenti da 150 miliardi nei prossimi 5 anni, di cui almeno 5 all'anno in ricerca di punta e sviluppo. E', secondo quanto si apprende, l'impegno sottoscritto dai dieci 'grandi' delle tlc europee, tra cui Telecom Italia con l'ad Marco Patuano, ma anche Vittorio Colao di Vodafone, Cesar Alierta di Telefonica, Michel Combes di Alcatel-Lucent e Timotheus Hoettges di Deutsche Telekom, in una lettera inviata al presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker. LE TLC UNITE CON UN UNICO OBIETTIVO. Mercoledì 12 novembre verrà lanciata l'iniziativa 'Make the Net Work', una «chiara affermazione dell'intenzione dell'industria di parlare con una voce unica e di impegnarsi in un partenariato positivo con le istituzioni europee», si legge nella lettera. "Insieme" con le istituzioni Ue, scrivono i 10 'big' delle tlc nella lettera indirizzata anche al vicepresidente Andrus Ansip e al commissario Guenther Oettinger, «possiamo liberare il pieno potenziale economico e competitivo delle industrie digitali europee». I TRE IMPEGNI DELLE COMPAGNI TELEFONICHE. Oltre agli investimenti, tre sono gli impegni che sottoscrive il settore delle tlc: il "mantenimento di un internet aperto" senza discriminazione tra i fornitori legali di contenuti e servizi, la fornitura di "un ventaglio di servizi a diversi livelli di qualità e prezzi", e la "protezione della privacy e della sicurezza dei consumatori". In cambio, da parte delle istituzioni Ue gli operatori si aspettano un "ambiente regolamentare positivo e leggero per sostenere i significativi investimenti di capitale programmati" dall'industria, ma anche "l'affrontare le asimmetrie" tra le regole per l'industria tlc Ue e quelle per le società internet globali, e "assicurare la trasparenza e l'apertura delle piattaforme di comunicazione, dei sistemi operativi e dei motori di ricerca" per lasciare libera scelta ai consumatori. "Siamo pronti", concludono i big (che includono anche Ericsson, Orange, Telenor, Liberty Global e TeliaSonera), "a sostenere il raggiungimento degli obiettivi dell'Agenda digitale" Ue "con investimenti privati sostanziali" e a lavorare con Commissione, Parlamento e Consiglio Ue.

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