Economia 7 Novembre Nov 2014 1233 07 novembre 2014

Carige, sequestrati beni per 29 milioni

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Giovanni Berneschi banca Carige Chi cerca trova. E i militari della Guardia di finanza di Genova hanno 'trovato' altri beni immobili e mobili da sequestrare a Giovanni Berneschi e suoi amici, per un totale di 29 milioni di euro, nell'ambito dell'inchiesta coordinata dalla procura di Genova sulla truffa all'istituto di credito da parte dell'ex presidente, del suo avvocato svizzero Davide Enderlin, di alcuni dirigenti del Centro fiduciario e dell'immobiliarista Alberto Cavallini. Tutti sono stati arrestati - e poi scarcerati con diversi obblighi di legge - nell'ambito dell'indagine avviata dalla procura di Genova che aveva già portato a sequestri milionari che, con i 29 mln sequestrati oggi, arrivano a 79 milioni. L'ELENCO DEI BENI SEQUESTRATI. I provvedimenti, tutti di origine preventiva, sono stati emessi dal gip Adriana Petri. L'elenco è lungo: si parte da 47 unità immobiliari tra cui la villa di Ortonovo (La Spezia) della famiglia Berneschi, intestate tutte alla moglie di quest'ultimo, 7 unità immobiliari di proprietà dello stesso Berneschi, al quale sono stati sequestrati orologi e oggetti preziosi per un valore di 234 mila euro, 27 unità immobiliari di Antonio Cipollina e Gian Marco Grosso, rispettivamente ex direttore e vice direttore del Centro Fiduciario, valuta e titoli per 1,7 milioni di euro. IL RUOLO DELL'AVVOCATO E DELL'IMMOBILIARISTA. Oltre a questo patrimonio, per la maggior parte immobiliare, la Guardia di finanza ha trovato anche ulteriori beni nella disponibilità di alcuni degli indagati che erano riusciti a sfuggire ai precedenti sequestri come le 138 unità immobiliari, riunite in un unico complesso situato a Padova, per un valore complessivo superiore a 21 milioni di euro, riconducibili all'immobiliarista Ernesto Cavallini ma anche gioielli e oggetti preziosi nella disponibilità dell'avvocato svizzero di Berneschi, Davide Enderlin per un valore complessivo stimato in 600 mila euro. I MILIONI DI EURO NASCOSTI IN SVIZZERA. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Nicola Piacente e dal sostituto procuratore Silvio Franz, avevano consentito di scoprire l'appropriazione indebita di cospicui fondi aziendali dalla cassa della società assicurativa del Gruppo Carige attraverso acquisizioni, in forma diretta o indiretta, di immobili e partecipazioni societarie sopravvalutati in modo tale da giustificare l'esborso di somme di denaro sproporzionate rispetto al valore reale dei beni acquistati. Il tutto, secondo l'accusa, sarebbe avvenuto con il 'consiglio' e la mediazione dell'avvocato Enderlin. A questa indagine si è affiancata a quella sulla gestione di pratiche finanziarie da parte del Centro fiduciario. Tra le operazioni sotto la lente d'ingrandimento di Bankitalia prima e della Finanza poi, quelle relative ai rapporti fiduciari a nome di Giovanni Berneschi e dei suoi familiari, in cui erano confluiti oltre 13 milioni di euro che secondo la Finanza erano stati 'nascosti' in Svizzera in violazione delle norme sul monitoraggio fiscale.

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