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HI-TECH 7 Novembre Nov 2014 1118 07 novembre 2014

Ibm, verso una nuova grande trasformazione

Titolo a picco in borsa. L'azienda costretta a nuovi debiti per rilanciarsi.

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Ibm, titolo a picco in borsa: -12% su base annua.

Tutti sperano che Ginni Rometty, amministratore delegato della Ibm, possa riportare l'azienda ai fasti di un tempo. Con i suoi oltre 430 mila dipendenti, è una delle poche realtà del settore hi-tech ad essere sopravvissuta a più cicli di ristrutturazione, ma la strada del suo rilancio, secondo Bloomberg, potrebbe essersi fatta davvero difficile, e non solo perché l'avvento del cloud computing sta ormai soppiantando la sua attività.
A PICCO IN BORSA. La società è in flessione per quanto riguarda i profitti azionari e sta rivedendo i suoi obiettivi di crescita, dopo aver abbandonato quello fissato nel 2010 di arrivare a raddoppiare il guadagno per ciascuna azione fino a 20 dollari entro il 2015. Il titolo è colato a picco quando Ibm ha rinunciato all'obiettivo, con un calo del 12% su base annua. L'aspettativa nei confronti di quel target aveva del resto fatto crescere il prezzo delle azioni e conquistato investitori come Warren Buffett, trasformando la Ibm in una delle aziende tecnologiche a più elevata leva finanziaria. Il cambio di rotta rischia adesso di generare una forte volatilità: se l'azienda dovesse continuare a indebitarsi per riacquistare azioni, potrebbe finire per limitare notevolmente la sua capacità di espandersi e attivare nuovi business.
LA CRESCITA DEGLI INVESTIMENTI. Dopo aver fissato il suo target di crescita, Ibm ha continuato a investire per far crescere il proprio giro d'affari. Il portavoce della società, Ian Colley, ha fatto notare come Ibm abbia speso 23 miliardi dollari in acquisizioni, 29 miliardi in spese in conto capitale e 42 miliardi per la ricerca dall'inizio del 2008, finanziando queste spese contraendo debiti. Gli investimenti hanno contribuito a rafforzare l'utile netto, passato da 7,7 miliardi di dollari nel 2001 a 15,6 miliardi di dollari dieci anni più tardi. Ma il mondo tecnologico è cambiato molto, e gli investimenti non hanno fatto aumentare i guadagni. Le entrate sono diminuite dal 2011 e la crescita del reddito netto ha subito un rallentamento.
RENDIMENTI SUL DEBITO PIÙ ALTI DEL NORMALE. Martha Toll-Reed, senior director di valutazioni aziendali presso Standard & Poor Ratings Services, ha rilevato che i rendimenti sul debito di Ibm sono leggermente più alti rispetto ad altre società con rating AA, in parte a causa delle sue performance finanziarie. «Le entrate del settore hardware sono state particolarmente colpite e i mercati sono in parte preoccupati perché, anche se il fatturato combinato dei settori software e servizi è più elevato, la fortuna di queste due componenti dipende ancora molto dalle vendite di hardware», ha spiegato Reed.
DIVIDENDI IN AUMENTO. Grazie soprattutto al riacquisto delle azioni, la crescita dell'utile per azione ha superato i guadagni di reddito netto. Anche i dividendi sono aumentati. La società ha speso 88 miliardi dollari per ricomprare azioni proprie e 24 miliardi dollari per pagare i dividendi a partire dall'inizio del 2008, spese finanziate con flussi di cassa e vendite di debiti. Il New York Times ha definito questa strategia «ingegneria finanziaria», implicando che fosse in qualche modo ingannevole. Ma Bloomberg non è dello stesso avviso, dato che il debito, dopo tutto, non è mai stato più conveniente. Microsoft, Hewlett-Packard, Oracle e anche Apple hanno preso soldi in prestito e hanno utilizzato la leva finanziaria per aumentare i rendimenti. Per Ibm, varrebbe lo stesso discorso.
RIACQUISTO DI AZIONI SU VASTA SCALA. Le dimensioni della strategia di riacquisto di azioni proprie da parte di Ibm diventano evidenti quando si guarda ai guadagni non redistribuiti, vale a dire quei guadagni che l'azienda usa per nuovi investimenti o per pagare il debito, e al cosiddetto treasury stock, che generalmente corrisponde allo stock che una società riacquista dai propri azionisti. Gli utili non redistribuiti di Ibm ammontano a 133,4 miliardi di dollari, mentre il treasury stock ammonta a 150 miliardi di dollari in azioni proprie. in altre parole, l'azienda non ha mai speso così tanto per riacquistare azioni proprie in tutta la sua storia.
NUOVI DEBITI IN VISTA. Ibm è ottimista circa la sua posizione finanziaria, ma anni di prestiti e riacquisti hanno certamente minato il bilancio, generando un più alto rapporto debito-Ebitda rispetto a concorrenti come Cisco, Hewlett-Packard e Oracle. Il rapporto, pari a 1,96, è di gran lunga superiore rispetto a quello di altre società con rating AA come Apple (0.58) e Microsoft (0.68). Il rapporto debito-equity, invece, si è attestato al 174%, contro il 25% di Microsoft e il 33% per Apple. Sembra che Ibm sia pronta a contrarre ancora altro debito per uscire dalla sua depressione, ma alcuni investitori e molti analisti ritengono che l'azienda abbia bisogno di una grande trasformazione, e che altrimenti farà fatica a mantenere i suoi talenti e a procedere verso l'innovazione. Se anche i suoi azionisti sembrano soddisfatti, infatti, gli investitori sembrano aver prestato finora troppa poca attenzione ai livelli di debito. L'azienda ha pur sempre un rating AA, e i tassi di interesse sembrano destinati a rimanere bassi. Ma tutto questo potrebbe cambiare se i mercati stabilissero che il denaro preso in prestito e la strategia di Ibm non sono capaci di tradursi in un cambiamento positivo. Un rischio che non ucciderebbe l'azienda, ma potrebbe renderle la vita molto più costosa.

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