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PROFILO 7 Novembre Nov 2014 1850 07 novembre 2014

Piergiorgio Peluso, chi è il figlio di Anna Maria Cancellieri

Indagato per il crac Fonsai. Accusato di essere favorito dalla madre. Le grane di un manager di successo.

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Piergiorgio Peluso, figlio dell'ex ministro Annamaria Cancellieri.

Lo chiamavano 'figlio di'. Piergiorgio Peluso, all'ombra della madre Anna Maria Cancellieri, ha fatto una carriera brillante.
Classe 1968, laureato alla Bocconi, ha cominciato a muovere i primi passi nell'alta finanza in Mediobanca, prima di fare le valigie, appena 30enne, e attraversare il confine.
Dal 1998 è stato vicepresidente del settore fusioni e acquisizioni di Credit Suisse, ma solo per due anni. Nel 2000 è entrato al Mediocredito centrale, gruppo Capitalia, per scalare i gradini fino alla nomina a direttore centrale della banca di Cesare Geronzi, finendo in Unicredit dopo la fusione, come responsabile della divisione investment banking.
UN ANNO IN FONSAI E BUONUSCITA DA 3,6 MLN. La prima svolta nel 2011, con l'addio alle banche per abbracciare le assicurazioni.
Un anno in Fonsai da direttore generale, prima di andarsene con una buonuscita da 3,6 milioni di euro, proprio mentre la barca affondava sotto i colpi della magistratura e prima che sua madre, da ministro dell'Interno, finisse nei guai per le telefonate con Gabriella Fragni, compagna di Salvatore Ligresti, che chiedeva la scarcerazione della famiglia in blocco, con preoccupazione particolare per Giulia.
Non in tempo, però, per evitare l'iscrizione nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla bancarotta di Imco.
QUANDO GIULIA LIGRESTI DISSE: «È UN IDIOTA». Ma gli occhi e le orecchie della procura di Milano su Peluso si erano allungate già nell'estate del 2013, quando i magistrati avevano chiesto di intercettarlo per far luce sulle ultime decisioni prese in Fondiaria, che portarono comunque a un bilancio chiuso con 1 miliardo di perdite.
Sospetti alimentati anche da un'intercettazione in cui Giulia Ligresti parlava di Peluso in modo inequivocabile: «Gli danno una liquidazione di 5 milioni, invece che chiedergli i danni. Questo qui ha 45 anni, è un idiota. Perché è venuto a distruggere una compagnia. Perché lo ha fatto proprio su mandato... 5 milioni e l’Italia non scrive niente».
Una tensione che non ha comunque incrinato i rapporti d'amicizia tra le due famiglie.
I BRACCIALETTI ELETTRONICI E IL CONFLITTO D'INTERESSI. Uscito da Fonsai, Peluso è migrato in Telecom, dove ancora una volta i suoi affari si sono intrecciati con quelli del Viminale, che proprio col ministro Anna Maria Cancellieri si affrettò a rinnovare il contratto con il colosso delle telecomunicazioni per i braccialetti elettronici anti-stalker, un flop costosissimo per lo Stato, cresciuto all'ombra del conflitto d'interessi.
Ma sono proprio quei 14 mesi in Fonsai che rischiano di costare caro a Peluso. E quella coi Ligresti è un'amicizia sempre più scomoda per la famiglia Peluso-Cancellieri.

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